Come correttamente rilevato dai primi giudici (sentenza impugnata, pag. 79) è fuori dubbio che l’atteggiamento messo in atto dall’appellante a danno dei congiunti è stato di un’intensità tale da influire in modo significativo sulla loro libertà d’azione e di decisione e da generare in essi un sentimento di grande sofferenza ed insicurezza. Al proposito, basti pensare al numero e alla frequenza degli episodi (ben 66 sull’arco di quasi tre anni) imputati a AP 1, caratterizzati da ripetute intrusioni nei più svariati ambiti della vita privata (quali le frequenti apparizioni - indesiderate - presso la loro abitazione, i pedinamenti, la ripetuta inosservanza della regolamentazione