Quanto alle minacce ed agli insulti rivolti alla moglie, l’insorgente ha spiegato ai primi giudici che “l’alzavetri non funzionava” e che i finestrini erano “bloccati e chiusi” e che è pertanto “impossibile che abbia insultato la moglie dalla vettura” (cfr. verbale d’interrogatorio di ACPR 1 e di confronto con l’imputato, allegato al verbale del dibattimento 2 settembre 2011, pag. 6). Per le considerazioni già esposte, questa Corte, ancora una volta, ritiene credibile la versione fornita dall’accusatrice privata che - almeno per quanto concerne i fatti avvenuti all’interno del negozio __________ - è peraltro confermata dalla teste P..