La prima Corte - confermando il punto punto 1.7 AA agg - ha, poi, accertato che l’appellante, il 7 aprile 2011 a __________, dal finestrino della sua vettura, ha urlato alla moglie, che attraversava la strada per raggiungere la __________, la frase “Bastarda, t’ammazzo, ti vedrò la notte” (fatti alla base anche delle imputazioni per minaccia del punto 2.1 AA agg. e per ingiuria del punto 3 AA agg.) e che, poi, l’insorgente ha raggiunto la moglie all’interno degli spazi del negozio __________, avvicinandola con fare minaccioso e gesticolando e intimorendola al punto che la donna si è difesa con uno spray al pepe. Questi fatti sono stati riferiti dall’accusatrice privata alla polizia il 12