L’episodio, contestato dall’appellante (cfr. verbale del dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 11), è stato descritto dall’accusatrice privata nella sua risposta di data 9 settembre 2009 allo scritto dell’avv. RAAP 1, allora patrocinatore dell’appellante (allegata all’AI 16 in incarto MP 10325/2008). L’AP ha usato, nel riferire del mancato accordo del figlio a seguire il padre, una formula dubitativa (“immagino contro la sua volontà”). L’utilizzo di tale espressione dimostra la sostanziale sincerità della donna poiché la formula usata è prova di uno sforzo di oggettività e del rifiuto di qualsiasi esagerazione e forzatura.