Al dibattimento del 2/3 settembre 2010 egli ha, invece, contestato di avere bloccato la donna ed ha affermato di averla fermata “per parlare” (cfr. verbale del dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 8). Non è necessario spendere molte parole per dimostrare che le dichiarazioni dell’appellante sono smentite in modo chiaro, dapprima, da quelle - costanti e credibili poiché coerenti con la situazione generale e totalmente disinteressate - della teste, poi, dalle stesse sue modifiche e ritrattazioni e, infine, dal fatto che la figlia e la sua accompagnatrice hanno potuto essere liberate dalla presenza dell’appellante soltanto dall’intervento della polizia.