Lo colpivo alla cieca fin quando ha lasciato il ragazzo. A quel momento si è rivolto verso di me per cui io sono scappata in casa e mio marito ha tentato di colpirmi con una pedata, ma ha preso solo la porta sulla quale vi è ancora il segno” (verbale d’interrogatorio del 22 aprile 2010, AI 95 in incarto MP 711/2010, pag. 2). Dal canto suo l’appellante, pur riconoscendo che “quella sera, sulle scale, vi è stata una discussione con la moglie” ha negato di averle messo le mani addosso e ha negato di avere trascinato il figlio per il collo (cfr. verbale del dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 3;