{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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ACPR 4, pur se non può\nessere banalizzata, è di gravità oggettiva inferiore (medio-bassa) sia per il\nsuo contenuto sia perché espressa a persona con un buon grado di autonomia\npersonale e relazionale.\nNemmeno è banalizzabile dal profilo oggettivo l’episodio che configura il reato\ndi lesioni semplici anche se le comunque ridotte conseguenze dannose - livido\ncon ecchimosi, escoriazioni, sanguinamento dal naso, ematoma sull’occhio - lo\nqualificano come un episodio di media/bassa gravità.\nDal profilo soggettivo, se è vero che l’appellante ha agito per imporre la\npropria volontà ai familiari e, in particolare, alla moglie, è anche vero che\nil suo agire deve, in parte, essere ricondotto ad un - certamente malinteso e\nmal interpretato - sentimento paterno e ad una soggettiva convinzione -\ncertamente non condivisibile nella sua espressione - di dovere continuare ad\nessere una presenza costante nella famiglia e ad avere un ruolo attivo\nnell’educazione dei figli. Ma soprattutto, va considerata, riguardo al criterio\ndella libertà dell’autore di scegliere se agire o meno, la presenza - accertata\ndal perito giudiziario - di una “sindrome di disadattamento” che ha assunto\nle connotazioni di un “delirio persecutorio del querulomane secondo Bleuler”\n(ovvero di un disturbo a carattere paranoide caratterizzato dalla tendenza del\nsoggetto a considerarsi dalla parte del diritto e a ritenersi la vittima di\ncontinui errori delle autorità e, in particolare, dell’apparato giudiziario) che,\na detta dello stesso perito giudiziario, insieme a “rabbia aggressività,\nrancore - associati a inflessibilità, testardaggine ed orgoglio - hanno\nsopraffatto la capacità di valutazione e condizionato il peritando a commettere\ni reati” (cfr. AI 114 in incarto MP 711/2010, 31-32). Va, perciò,\nconsiderato che l’appellante ha agito in stato di scemata imputabilità: pur se\ndefinita lieve dal perito, in concreto, proprio per la tipologia dei reati di\ncui l’appellante risponde, tale stato non può non avere un effetto attenuante\nsulla valutazione della sua colpa (DTF 136 IV 55).\nOra, tutto considerato, se l’imputato fosse stato pienamente responsabile dei\nsuoi atti, la sua colpa globale sarebbe stata considerata come mediamente\ngrave. Essa si riduce, tuttavia, in considerazione dell’accertato stato di\nscemata imputabilità, ad una colpa di gravità medio/bassa. Ne segue che, tenuto\nconto dei limiti del quadro edittale (4,5 anni, art. 49 cpv. 1 CP in\ncombinazione con gli art. 123, 180, 181, 220 CP e 96 cifra 2 cpv. 1 LCStr), adeguata\nalla colpa dell’autore è una pena detentiva variante fra i 21 e i 24 mesi.\nTenuto conto che i fattori legati all’autore (Täterkomponente) - e meglio,\ni suoi precedenti ma, soprattutto, l’alto rischio di recidiva, la sua totale\nrefrattarietà alla terapia psicofarmacologica propostagli a più riprese e il\ncomportamento tenuto dopo i fatti e nel corso del procedimento penale che\nindica come egli non abbia nemmeno imboccato la via del cambiamento (DTF 136 IV\n55 consid. 5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid. 2.2.2;\ncfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5) - sono tutti\nnegativi, questa Corte ritiene di non poter scendere sotto i 24 mesi.\nÈ di tale entità, quindi, la pena che viene inflitta a AP 1.\n21.5. La pena va interamente scontata visto che la ripetitività degli\natti, la ripetizione dei reati dopo l’intervento delle autorità penali e dopo\nle due liberazioni condizionali, il rischio di recidiva attestato dal dr. F.\n(cfr. AI 114 in incarto MP 711/2010, pag. 32 e AI 175 in inc. MP 8397/2010, pag. 16) e la sua refrattarietà a qualsiasi intervento terapeutico\nimpongono la formulazione di una prognosi sfavorevole.\n22. Le pretese degli accusatori privati vengono riconosciute nell’entità definita dai primi giudici e per le motivazioni indicate al consid. 11 della sentenza impugnata cui si rinvia.\n23. Per le ragioni indicate da questa Corte nella decisione del 12 dicembre 2011 (cfr. incarto CARP n. 17.2011.128 relativo all’istanza di scarcerazione dell’appellante), AP 1 è mantenuto in carcerazione di sicurezza.\n24. Tassa di\ngiustizia e spese\nVisto l’esito dell’appello, gli oneri processuali di\nprimo grado - consistenti nella tassa di giustizia di fr. 2'000.- e nelle spese\nprocedurali di cui alla distinta spese della sentenza impugnata - sono posti\nper 2/3 a carico dell’appellante e per 1/3 a carico dello Stato. Non si\nassegnano ripetibili.\nGli oneri processuali del giudizio d’appello seguono la parziale soccombenza (art. 428 cpv. 1 CPP) e sono posti a carico\ndello Stato che rifonderà a AP 1 fr. 3'000.- a titolo di ripetibili per il\nprocedimento di secondo grado.\nPer questi motivi,\nvisti gli art. 77, 80, 84,\n348 e segg., 391, 398 e segg., 405 cpv. 1, 408 CPP,\n12, 19, 22, 23, 40, 47 e segg., 123, 126, 177, 180, 181, 220, 292 CP,\n92 cpv. 1 in relazione con l’51 cpv. 3, 96 cifra 2 cpv. 1 LCStr\nnonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG,\ndichiara e pronuncia:\n1. L’appello è parzialmente accolto.\nDi conseguenza, ricordato che l’assoluzione di AP 1 dalle imputazioni di cui al dispositivo 2 del giudizio impugnato è passata in giudicato;\n1.1. AP 1 è dichiarato autore colpevole di:\n1.1.1. coazione,\nripetuta (in parte tentata) per avere, a __________ e in altre località non\nmeglio precisate, nei periodi da luglio 2008 al 27 gennaio 2010, dal 4 al 28\nsettembre 2010 e dal febbraio 2011 al 14 aprile 2011, usando violenza e\nminaccia di grave danno nei confronti di ACPR 3 (04.06.1996), ACPR 2\n(15.09.1999), ACPR 1 e M., intralciando la loro libertà di agire, ripetutamente"}