{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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Criteri per la commisurazione della pena\n\n\ndimostri un certo riserbo (Hug, in Kommentar zum schweizerischen\nStrafprozessordnung, Zurigo 2010, ad art. 398 n. 20; Kistler Vianin, in\nCommentaire romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 398 n. 21; contra, nella\nstessa opera ma con riferimento all’identico motivo di reclamo, Rémy, in\nCommentaire romand, CPP, ad art. 393 n. 18, che non fa cenno al riserbo che la\nseconda istanza dovrebbe imporsi e cita una definizione di Moor [Droit\nadministratif, les actes administratifs et leur contrôle, Vol. II, Berna 2002, pag. 667] del controllo dell’opportunità delle\ndecisioni: “contrôler l’opportunité, c’est intervenir à l’intérieur même du\ncadre légal dans lequel l’autorité dont l’acte est attaqué exerce sa libre\nappréciation”).\nL’opinione secondo cui nel suo libero apprezzamento\nl’autorità di secondo grado deve dar prova di un certo riserbo rimane,\ncomunque, minoritaria. Ad essa si oppone (fra gli altri) recisamente Schmid che\n- ricordando che l’autorità chiamata a pronunciarsi sull’appello deve, in ogni\ncaso, operare un apprezzamento proprio che si sostituisce a quello dell’istanza\ndi primo grado - ha, in particolare, precisato che se la Corte di appello si\nautolimitasse nel suo potere di verificare il primo giudizio, commetterebbe\naddirittura una violazione del diritto di essere sentito dell’imputato (Schmid,\nHandbuch des Schweizerischen Strafprozessrechts, § 91 n. 1512 pag. 695 con\nriferimento all’art. 393 cpv. 2 lett. c CPP).\nb. Come già l’art. 63 vCP, l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena\ndeve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF\n136 IV 55 consid. 5.5).\nIn applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica la\ngiurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da\nconsiderare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate\nall’atto stesso (Tatkomponente). In questo ambito, va considerato, dal profilo\noggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico\noffeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponente), elementi che\nla giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le\nespressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129\nIV 6 consid. 6.1).\nVanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden), i moventi e gli\nobiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio\ndiritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare\nl'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi\na favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a\npag. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto delle\n“circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in\nrelazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non\nsiano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi\ndell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).\nDeterminata, così, la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden),\nil giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi,\ndeterminare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.\nCosì come indicato dall’art. 47 cpv. 1 in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una\nponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati\nall’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita anteriore\n(antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale\n(stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di\nrecidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del\nprocedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF\n136 IV 55 consid. 5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid.\n2.2.2; cfr. anche STF del 19 giugno 2009 6B_585/2008 consid. 3.5).\nCon riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura\ndella pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente\nper intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal\ncompiere altri reati (messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica\ndel codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge\nfederale sul diritto penale minorile, FF 1999 1744; STF del 14 ottobre 2008,\ninc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008; STF del 12 marzo 2008, inc.\n6B_370/2007 consid. 2.2; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79). La legge ha, così, codificato\nla giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che\nostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c pag. 79;\n127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questo criterio di prevenzione speciale permette\ntuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni\ncaso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008 inc. 6B_78/2008,\n6B_81/2008, 6B_90/2008 consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007\nconsid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007 consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht,\nAllgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).\nc. Giusta l’art. 181 CP chi si rende autore colpevole del reato di coazione è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. La stessa pena è prevista per i reati di lesioni semplici (art. 123 CP), di minaccia (art. 180 CP), di sottrazione di minorenne (art. 220 CP) nonché di guida senza l’assicurazione di responsabilità civile (art. 96 cifra 2 LCStr).\nIl reato d’ingiuria giusta l’art. 177 CP è,"}