{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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Innanzitutto tramite il reato di coazione ripetuta con\nil quale “ha posto in atto la frequente ripetizione di piccoli o grandi\ncomportamenti coercitivi, senza mai mostrare l’intenzione di porvi fine e\nfermato (almeno una prima volta ndr.) solo dall’arresto dopo il\nclamoroso grave episodio del 27 gennaio 2010”. A detta dei primi giudici appaiono poi “particolarmente gravi” gli episodi di lesioni semplici e di\nsottrazione di minorenne del 27 gennaio 2010 e “particolarmente inquietante”\nla minaccia di morte alla moglie (quella di cui al punto 3 AA, ndr.) “siccome\nproveniente da un soggetto visibilmente instabile e disponibile al passaggio\nall’atto e addirittura odiosa perché proferita in presenza della giovane\nfiglia” (sentenza impugnata, consid. 10.a pag. 83-84).\nDal profilo soggettivo i primi giudici hanno rilevato come AP 1 abbia\nsostanzialmente agito per “semplice egoismo” e a causa delle sue ridotte\ncapacità di sopportare la frustrazione derivantegli dalla procedura giudiziaria\nche lo opponeva alla moglie (sentenza impugnata, consid. 10.a pag. 82-83).\nDopo aver posto l’accento anche sulla vita anteriore dell’appellante e sui suoi\nprecedenti penali (sentenza impugnata, consid. 10.a pag. 82), la prima Corte\nha, poi, spiegato che ad aggravare la colpa dell’appellante contribuisce la sua\n“indomita propensione”, nonostante le due carcerazioni subite, a\ncommettere sempre gli stessi reati e a ignorare sistematicamente le norme di\ncondotta impostegli dall’autorità (sentenza impugnata, consid. 10.b pag. 84).\nPassando alle circostanze attenuanti i primi giudici hanno spiegato di avere\ntenuto conto della lieve scemata imputabilità dell’appellante così come\naccertata dal perito dr. F., della sua parziale ammissione dei fatti e della\ncircostanza secondo cui l’autorità amministrativa, una volta passata in\ngiudicato la sentenza penale, avrebbe con ogni probabilità proceduto a\nrevocargli il permesso di dimora (sentenza impugnata, consid. 10.e pag. 85).\nCiò posto la Corte delle assise criminali, “vista la colpa grave\ndell’accusato, la sua parziale lieve scemata imputabilità, gli enormi rischi di\nrecidiva e le prospettive future”, ha ritenuto adeguata una pena detentiva\ndi tre anni interamente da espiare (sentenza impugnata, consid. 10.h pag. 86)\n21.2. AP 1 chiede, in particolare, di essere condannato ad una pena detentiva\nsospesa condizionalmente e, in via subordinata, di essere condannato ad una\npena detentiva non sospesa la cui durata gli permetta l’immediata scarcerazione\ntenuto conto del carcere preventivo sofferto (verbale del dibattimento d’appello,\npag. 2).\n21.3.a. Sotto l’egida del previgente ordinamento processuale, la Corte di\ncassazione e di revisione penale - come il Tribunale federale - interveniva\nnella commisurazione della pena con estremo riserbo, unicamente laddove la\nsanzione si poneva al di fuori del quadro edittale, si fondava su criteri\nestranei all’art. 47 CP, disattendeva elementi di valutazione prescritti da\nquest’ultima norma oppure appariva esageratamente severa o esageratamente mite,\nal punto da denotare eccesso o abuso del potere di apprezzamento (DTF 135 IV\n191 consid. 3.1; 134 IV 17 consid. 2.1; 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 21 segg. e\nriferimenti; 128 IV 73 consid. 3b pag. 77; 127 IV 10 consid. 2 pag. 19).\nIl nuovo CPP federale permette, ora, invece di censurare, mediante l’appello,\nnon solo l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento (art. 398 cpv. 3 lett.\na), ma anche l’inadeguatezza (art. 398 cpv. 3 lett. c).\nSecondo la dottrina maggioritaria, quest’ultimo motivo di ricorso - non\nprevisto nel disegno di legge, ma introdotto dalle Camere federali e definito\nprivo di portata giuridica da Schmid nella misura in cui l’appello è, comunque,\nun rimedio giuridico completo e la sentenza dell’autorità di secondo grado si\nsostituisce a quella resa dall’autorità inferiore (Schmid, Handbuch des\nSchweizerischen Strafprozessrechts, § 91 n. 1512 pag. 695 con riferimento\nall’art. 393 cpv. 2 lett. c CPP; Schweizerische Strafprozessordnung,\nPraxiskommentar, ad art. 398 n. 9) - estende (o, nell’opinione di Schmid,\nsemplicemente, conferma) la competenza della giurisdizione di appello anche\nall’errato apprezzamento, non solo all’eccesso o all’abuso dello stesso.\nEsso conferisce, dunque, alla giurisdizione d’appello la facoltà di rivedere\nliberamente anche le questioni suscettibili di apprezzamento, verificando che\nla decisione adottata in primo grado sia effettivamente la migliore possibile,\nsenza che il controllo sia più limitato alla conformità della stessa con\nl’ordinamento giuridico (cfr., in particolare, Schmid, Praxiskommentar, ad art.\n398 n. 9 e ad art. 393 n. 17; Eugster, in Basler Kommentar, StPO, Basilea 2011,\nad art. 398 n. 1: “Auch reine Ermessensfragen […] unterliegen der\nfreien Überprüfung”; Stephenson/Thiriet in\nBasler Kommentar, StPO, ad art. 393, n. 17; Mini, in Commentario CPP, ad art.\n393, n. 37).\nAlcuni autori, pur concordando con la dottrina citata sul principio secondo cui\nla giurisdizione d’appello deve procedere ad una commisurazione autonoma della\npena (così come, in generale, ad una libera valutazione di tutte le altre\nquestioni sottoposte ad apprezzamento), senza limitarsi a controllare che il\ngiudizio di prima istanza rientri nei limiti di apprezzamento conferiti dal\nlegislatore, ritengono opportuno che, in questi ambiti, la Corte di appello"}