{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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Per quanto attiene, infine, ai fatti relativi alle imputazioni per\ndisobbedienza a decisioni dell’autorità ritenute dai primi giudici (punti 6.1-8\nAA agg.) si ribadisce che il divieto di avvicinarsi, telefonare, scrivere o\nimportunare in altro modo moglie e figli è stato impartito all’appellante sotto\ncomminatoria dell’art. 292 CP al più tardi il 16 gennaio 2009 (cfr. sentenza\ndella Pretura del Distretto di __________ 16 gennaio 2009 allegata all’AI 14 in incarto MP 10325/2008). Ciò posto e ritenuto che gli episodi di disobbedienza corrispondono,\nnelle circostanze di tempo e di luogo, a quelli relativi alle imputazioni di\ncoazione descritte nei punti 1.1-8 AA agg., gli stessi possono, tutti, essere\ndati per accertati anche in questa sede.\n15.a. Si rende colpevole di coazione chiunque, usando violenza o minaccia\ndi grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà\nd'agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare un atto (art. 181 CP).\nProtetta dalla legge è la libertà d’azione e di decisione della vittima (DTF\n129 IV 6 consid. 2.1).\nIl reato di coazione si perfeziona nel momento in\ncui la vittima ha dovuto iniziare a fare o a subire quanto l'autore voleva,\ncioè quando quest'ultimo ha posto in essere un mezzo di pressione che ha\ninfluito sulla formazione di volontà della vittima (Rep. 1999, 333).\nb. La minaccia è uno strumento di pressione psicologica consistente nel\nprospettare un danno, lasciando intendere che la sua realizzazione dipenda\ndalla volontà dell'autore. Non è tuttavia necessario che questi possa\neffettivamente condizionare il verificarsi del danno (DTF\n117 IV 445 consid. 2b ; 106\nIV 125 consid. 2a) né che abbia la reale volontà di mettere in\npratica la sua minaccia (DTF\n105 IV 120 consid. 2a).\nAnche intralciare \"in altro modo la libertà d'agire\" della vittima\npuò adempiere la fattispecie di coazione. Questa formulazione generale del\ncomportamento utilizzata dall'art. 181 CP\ndeve essere interpretata in modo restrittivo. Non è sufficiente una pressione\nqualsiasi. Al contrario, come per la violenza e la minaccia di grave danno,\n“l’altro modo” deve essere un mezzo coercitivo capace di impressionare una\npersona di media sensibilità e atto a intralciarla in modo sostanziale nella\nsua libertà di decisione o d'azione. In altre parole, deve trattarsi di mezzi\ncoercitivi che, per la loro intensità e il loro effetto, sono analoghi a quelli\nespressamente menzionati dalla legge (DTF\n134 IV 216 consid. 4.1 e rinvii; 129 IV 8 consid. 2.1; 119 IV 305; STF\ndel 17 dicembre 2008 6B_477/2007; STF del 26 agosto 2003\n6S.71/2003 consid. 2.1; Corboz, Les infranctions en droit\nsuisse, Vol. I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 181 CP n. 15).\nc. La\ngiurisprudenza ha avuto modo di stabilire che il reato di coazione può essere\ncommesso anche da colui che, per un periodo prolungato, importuna ripetutamente\nla sua vittima, anche soltanto con la sua presenza o con scritti o chiamate\ntelefoniche continue (STF del 3 maggio 2011 6B_819/2010 consid. 6; DTF 129 IV\n262 consid. 2.3-2.5; Dontasch, Strafrecht III, 9a edizione, Zurigo 2008, pag.\n410; Corboz, op. cit., ad art. 181 CP n. 16).\nTale atteggiamento è definito nella moderna criminologia come “stalking”,\nneologismo coniato negli Stati Uniti per indicare il fenomeno, sempre più\ndiffuso, che consiste in un insieme di comportamenti ripetuti ed intrusivi di\nricerca di contatto e/o comunicazione, di sorveglianza, di controllo nei\nconfronti della vittima (STF del 3 maggio 2011 6B_819/2010 consid. 6; DTF 129\nIV 262 consid. 2.3; Delnon/Rüdy, in Basler Kommentar, Strafrecht II, 2a\nedizione, Berna 2007, n. 26 ad art. 181 CP; Galeazzi/Curci, Sindrome del\nmolestatore assillante (stalking): una rassegna, vol. 7, 2001 n. 4, in: www.sopsi.archicoop.it/italiano/rivista/2001/vol7-4/galeazzi.htm,\npag. 1). Caratteristiche tipiche dello stalking sono lo spionaggio della\nvittima, l’assillante ricerca di contatto fisico, le molestie e le minacce ai\nsuoi danni.\nPerché questo comportamento assurga a reato è necessario che le attenzioni non\ngradite generino paura e preoccupazione nella vittima.\nIl Tribunale federale ha, poi, precisato che quando, con la propria presenza,\nl’autore importuna ripetutamente la vittima per un periodo prolungato, ogni\nsingola molestia diviene atta ad intralciarne la libertà d’agire (cfr. DTF 129\nIV 262 consid. 2.3 e la letteratura ivi citata e consid. 2.5). Il fenomeno può\nessere ricondotto a diverse cause. Spesso lo stalker mira alla vendetta per un\ntorto asseritamente subito, oppure ricerca la vicinanza, l’affetto e le\nattenzioni dell’ex partner dopo la separazione o ancora persegue l’obiettivo di\nmantenere il controllo su di esso o, perfino, di indurlo a riprendere il\nrapporto (STF del 3 maggio 2011 6B_819/2010 consid. 6; DTF 129 IV 262 consid.\n2.3).\nAnche in un caso di coazione commessa tramite stalking, il comportamento\ndell’autore deve portare ad una limitazione considerevole della libertà della\nvittima, tale da costringerla, ad esempio, a mutare le proprie abitudini, segnatamente\ngli orari e luoghi delle sue frequentazioni pubbliche (DTF 129 IV 262 consid.\n2.5).\nd. Dal profilo soggettivo il reato di coazione presuppone che\nl’autore abbia agito con intenzionalità, ovvero con la consapevolezza e la\nvolontà di avvalersi di un mezzo coercitivo per indurre la vittima ad adottare\nun determinato comportamento (DTF 96 IV 63 consid. 5). Il dolo eventuale è\nsufficiente (cfr. Corboz, op. cit., n. 37 ad art. 181 CP).\ne. Secondo la giurisprudenza, la coazione dev'essere illecita. Ciò è\nil caso laddove il mezzo o lo scopo è contrario al diritto, il mezzo è"}