{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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È poi imputato all’appellante di avere, il 14 gennaio 2009 ,\nraggiunto a __________ M. che passeggiava con la figlia ACPR 2, avere loro\nbloccato il passaggio con la sua vettura per circa mezz’ora ed avere ingiunto\nalla donna “tu di qui non ti muovi, ACPR 2 la prendo io, devi darmi ACPR 2” sino all’arrivo della polizia che lo ammanettava (punto 1.20 AA).\nI fatti sono stati riferiti dalla teste M. nel suo verbale dinanzi al SPP (cfr.\nAI 120 in incarto MP 711/2010, pag. 2-3) e confermati dalla stessa teste anche\nin occasione del dibattimento di primo grado (verbale d’interrogatorio M.\nallegato al verbale del dibattimento 2 settembre 2011, pag. 2).\nDa parte sua, l’appellante ha ammesso dinanzi al SPP di aver bloccato M. e di\naverle detto di non toccare sua figlia, negando tuttavia che egli intendesse\nprendere ACPR 2 con sé (cfr. AI 149 in incarto MP 711/2010, pag. 15).\nAl dibattimento del 2/3 settembre 2010 egli ha, invece, contestato di avere\nbloccato la donna ed ha affermato di averla fermata “per parlare” (cfr.\nverbale del dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 8).\nNon è necessario spendere molte parole per dimostrare che le dichiarazioni\ndell’appellante sono smentite in modo chiaro, dapprima, da quelle - costanti e\ncredibili poiché coerenti con la situazione generale e totalmente\ndisinteressate - della teste, poi, dalle stesse sue modifiche e ritrattazioni\ne, infine, dal fatto che la figlia e la sua accompagnatrice hanno potuto essere\nliberate dalla presenza dell’appellante soltanto dall’intervento della polizia.\nAnche questo episodio deve pertanto essere confermato così come descritto\nnell’AA.\n14.13. L’episodio di cui al punto 1.21 AA è stato ammesso dall’appellante.\n14.14. I primi giudici hanno, poi, accertato che, così come indicato al\npunto punto 1.22 AA, il 6 maggio 2009, AP 1 ha raggiunto il figlio ACPR 3 a __________ e lo ha obbligato a salire sulla sua vettura, trattenendolo con sé circa\ndue ore. Inoltre, i primi giudici hanno accertato che, lo stesso giorno,\nl’appellante ha raggiunto a __________ anche la figlia ACPR 2 che, accortasi\ndel sopraggiungere della vettura del padre, è scappata trovando rifugio presso\nun’amica (punto 1.23 AA).\nGli episodi sono stati descritti in questi termini a due riprese\ndall’accusatrice privata: dapprima, lo stesso giorno, alla polizia cui ha segnalato\nche il marito aveva preso con sé ACPR 3 e che la figlia era invece “riuscita\na recarsi presso degli amici” (cfr. AI 127 in incarto MP 711/2010, pag. 3). Quindi, nello scritto indirizzato l’11 maggio 2009 alla Pretura\ndel Distretto di __________ (cfr. scritto 11 maggio 2009 allegato all’AI 14 in incarto MP 10325/2008). Da parte sua l’appellante ha, in merito al punto 1.22 AA, unicamente\nriconosciuto di essersi incontrato in più occasioni con ACPR 3 per discutere e\nha contestato di avere commesso i fatti di cui al punto 1.23 AA (cfr. verbale\ndel dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 9).\nQuesta Corte, così come quella di prime cure (cfr. sentenza impugnata, pag.\n53), è tuttavia convinta che, anche in questo caso, è più credibile la versione\ndella moglie per cui gli episodi di cui ai punti 1.22 e 1.23 AA - del tutto\ncoerenti con l’atteggiamento del\nmarito si qui delineatosi - devono essere\nconfermati.\n14.15. I fatti di cui al punto 1.24 AA sono stati ammessi dall’appellante.\n14.16. Il punto 1.25 dell’AA fa carico a AP 1 di avere, l’11 maggio 2009,\nraggiunto a __________ la figlia ACPR 2 presso il parco delle scuole\nelementari, di averla trattenuta sino alle ore 19’00 su un panchina contro la\nsua volontà e di averle riferito che, contrariamente al vero, il sabato\nprecedente la madre era tornata a casa ubriaca ed aveva vomitato.\nQuesti fatti sono stati riferiti al SPP da ACPR 1 che ha, in particolare,\nspiegato al magistrato come la figlia le avesse detto che “il papà non la\nlasciava tornare a casa” (cfr. AI 90 in incarto MP 711/2010, pag. 5).\nDal canto suo, l’appellante ha riconosciuto di essersi quel giorno intrattenuto\ncon la figlia, ma ha contestato di averla trattenuta e di avere parlato male\ndella madre (cfr. verbale del dibattimento 2/3 settembre 2010, pag. 9, cfr.\nanche verbale d’interrogatorio di ACPR 1 e di confronto con l’imputato,\nallegato al verbale del dibattimento 2 settembre 2011, pag. 4).\nPer le ragioni già menzionate, questa Corte, così come quella di prime cure,\nritiene più attendibile la versione della moglie, sicché anche i fatti di cui\nal punto 1.25 AA devono essere dati per accertati.\n14.17. All’appellante si addebita, poi, di avere, nel corso del mese di\nmaggio 2009, raggiunto l’abitazione della moglie e dei figli citofonando e\ntelefonando, sia di giorno che di notte, al fine di poter parlare con i figli\nsenza riuscire nel suo intento (punto 1.26 AA).\nQuesti fatti emergono innanzitutto dalle dichiarazioni - credibili - rilasciate\ndall’AP al SPP (cfr. AI 90 in incarto MP 711/2010, pag. 3) e sono, inoltre,\nconfortati dalle parole del teste E., coinquilino della moglie e dei figli\ndell’appellante che, con riferimento all’anno 2009, ha dichiarato di avere sempre visto AP 1 “la sera ed anche di notte. Succedeva che lui\narrivava presso l’immobile di __________ anche alla 1’00 o alle 2’00 di notte”\nimpedendogli di riposare (cfr. AI 151 in incarto MP 711/2010, pag. 2; dichiarazioni confermate anche in occasione del dibattimento di primo grado, cfr.\nverbale d’interrogatorio E. allegato al verbale del dibattimento 2 settembre\n2011).\nAnche questo episodio è pertanto da ritenersi acclarato e ciò nonostante\nl’appellante - sulla cui inattendibilità già si è detto - abbia ammesso di"}