{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-02", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-120_2012-02-02.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110464&nX40_KEY=4921785&nTrefferzeile=26&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "dc7f388f87f704d38653a959f2de4bb1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.120"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 02.02.2012 17.2011.120"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti oggettivi e soggettivi dei reati di coazione, di sottrazione di minorenne, di minaccia, di lesioni semplici. 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Quale reazione AP 1 ha avuto quella di darmi una forte manata sulla spalla destra tanto da scaraventarmi contro la bucalettere. Alla scena ha naturalmente assistito mia figlia ACPR 2 la quale dopo il colpo che ho ricevuto mi ha subito chiesto se il papà mi aveva fatto tanto male” (cfr. verbale 9 settembre 2008 allegato all’AI 1 in incarto MP 10325/2008, pag. 2).\nQuesta versione è stata quasi integralmente confermata\ndall’accusatrice privata anche dinanzi al SPP.\nL’attendibilità delle dichiarazioni della donna non è scalfita dal fatto che,\ninnanzi al SPP, ella ha dichiarato di “non ricordare se mio marito mi ha\ncolpito o meno con una manata” (AI 95 in incarto MP 711/2010, pag. 1-2). Al contrario. Questa dichiarazione aggiunge credibilità alla donna ritenuto come\nsia del tutto naturale che, dopo un anno e mezzo dai fatti e in un contesto\ntribolato poiché caratterizzato da innumerevoli dissidi, ella non ricordi il dettaglio\ndella “manata”.\nCiò posto e ritenuto come la versione dell’appellante - che ammette di essersi\nrecato presso l’abitazione della moglie per ritirare una lettere importante, ma\nnega di avere spintonato la moglie (cfr. verbale del dibattimento 2/3 settembre\n2010, pag. 6) - non è invece credibile per i motivi di cui si è detto,\nl’episodio di cui ai punti 1.10 e 5.2 AA deve essere confermato anche in questa\nsede.\n14.5. La pubblica accusa imputa, poi, all’appellante di avere, il 26\nsettembre 2008 a __________, inseguito con la propria vettura l’auto della\nmoglie sino a riuscire a superarla e a bloccarne la marcia per poi prendere a\nmanate il veicolo della coniuge facendole così temere per l’incolumità sua e\ndella figlia ACPR 2 e ciò allo scopo di essere chiamato telefonicamente dai figli\n(punto 1.11 AA).\nQuesti fatti, riferiti alla polizia da ACPR 1 e dalla stessa confermati dinanzi\nal SPP (cfr. verbale 14 ottobre 2008 allegato all’AI 1 in incarto MP 10325/2008, pag. 2-3; AI 90 in incarto MP 711/2010, pag. 4-5), trovano riscontro\nanche nelle parole della teste G. che ha dichiarato di avere visto sulla strada\ndavanti casa sua “un uomo molto alto che parlava animatamente con una donna\nche si trovava al volante di una macchina, chiusa dentro” e che “a un\ncerto momento l’uomo ha dato un colpo sulla vettura della donna ribadendo che\nvoleva vedere i bambini e che questa donna non glielo poteva impedire”\n(cfr. AI 121 in incarto MP 711/2010, pag. 1-2).\nL’appellante, interrogato dal SPP, ha dal canto suo parzialmente ammesso i\nfatti, dichiarando di avere seguito la moglie con la sua auto, di essere\nriuscito a “bloccarla sulla strada mettendomi davanti a lei per impedirle di\ncontinuare la sua marcia” e di averle detto “Iva tu non ti sposti di qua\nfino a quando io non ho parlato con mia figlia”. Egli ha, invece, negato di\navere alzato la voce e di avere dato colpi alla macchina (cfr. AI 112 in incarto MP 711/2010, pag. 6; AI 149 in incarto MP 711/2010, pag. 17).\nCiò detto, ritenuto come la deposizione della teste dimostri che l’appellante\nha mentito, questa Corte non può che accertare i fatti così come descritti\nnell’AA: l’episodio deve, pertanto, essere confermato nei termini indicati\ndalla pubblica accusa.\n14.6. A confermare i fatti relativi all’imputazione di cui al punto 1.12 AA vi sono, oltre alla segnalazione dell’episodio alla polizia da parte dell’AP (cfr. AI 127 in incarto MP 711/2010, pag. 2), anche le ammissioni dell’appellante.\n14.7. La\nlista delle imputazioni per coazione a carico di AP 1 menziona poi un episodio\ndell’11 ottobre 2008 in cui l’appellante, dopo aver raggiunto l’abitazione\ndella moglie e dei figli, ha fatto salire la figlia sulla sua vettura e si è\nallontanato, rendendosi irreperibile sino al giorno successivo quando ha\nriconsegnato la figlia alla madre (punto 1.13 AA).\nI medesimi fatti hanno valso all’appellante un’imputazione per sottrazione\ndi minorenne (punto 2.1 AA).\nL’episodio, per cui l’AP ha immediatamente allarmato la polizia, è stato\ndescritto dalla donna agli inquirenti nei termini riportati nell’AA nel verbale\n14 ottobre 2008 (cfr. verbale citato allegato all’AI 1 in incarto MP 10325/2008, pag. 1-2).\nL’appellante ha, dal canto suo, ammesso di avere, quel giorno, preso con sé la\nfiglia, precisando tuttavia di avere agito con il consenso della madre (cfr.\nverbale 4 novembre 2008 allegato all’AI 1 in incarto MP 10325/2008, pag. 3-4).\nQuesta Corte (come già le precedenti) non crede all’appellante. Toglie\ncredibilità al suo dire, infatti, non soltanto la generale credibilità della\nmoglie - e il fatto che non si comprende come mai, se davvero avesse dato il\nsuo consenso, ella avrebbe immediatamente allertato la polizia (cfr. AI 127 in incarto MP 711/2010, pag. 3) - ma anche l’inverosimiglianza di quel che egli pretende. Non è,\ninfatti, credibile che, a quel momento, quando fra i coniugi vi era un’aperta\nconflittualità che rifletteva sui figli al punto che le autorità competenti\nerano già intervenute a regolare rigidamente il diritto di visita la donna\nabbia permesso al marito di derogare al regime stabilito su sua richiesta (cfr.\na proposito l’assetto previsto dalla decisione della Pretura del distretto di __________\ndel 25 luglio 2008, cfr. anche la decisione del 31 luglio 2008 dalla quale"}