C., incaricato dal sostituto procuratore pubblico di allestire una perizia psichiatrica sulla persona dell’appellante, aveva formulato la diagnosi di “disturbo di personalità misto (…) con tratti paranoidi e antisociali”, rilevando come tale affezione fosse, all’epoca, “un disturbo ancora in evoluzione, anche se certi tratti (…) son ben installati e probabilmente immutabili” e come fosse, in particolare, “in evoluzione la tendenza persecutoria/paranoide e il suo correlato di aggressività che potrebbero sfociare (se non già avvenuto) in una sindrome delirante” (cfr. perizia psichiatrica 24 aprile 2006 allegata all’AI 11 in incarto MP 2010.2192, pag. 36-37).