Imputabilità Già nel 2006, nell’ambito del procedimento penale sfociato nella sua condanna del 6 ottobre 2006, il dr. C., incaricato dal sostituto procuratore pubblico di allestire una perizia psichiatrica sulla persona dell’appellante, aveva formulato la diagnosi di “disturbo di personalità misto (…) con tratti paranoidi e antisociali”, rilevando come tale affezione fosse, all’epoca, “un disturbo ancora in evoluzione, anche se certi tratti (…) son ben installati e probabilmente immutabili” e come fosse, in particolare, “in evoluzione la tendenza persecutoria/paranoide e il suo correlato di aggressività che potrebbero sfociare (se non già avvenuto) in una sindrome delirante” (cfr.