{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-04-24", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-117_2012-04-24.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111424&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=42&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "8bb30bd61d68f9ab13b4714e7b573749"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.117"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 24.04.2012 17.2011.117"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 24.04.2012 17.2011.117"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 24.04.2012 17.2011.117"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Criteri per la commisurazione della pena. 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In questo ambito, va considerato, dal\nprofilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene\ngiuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponente),\nelementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava\ncon le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF\n129 IV 6 consid. 6.1).\nVanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden), i\nmoventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere\ndel vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di\nevitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di\ndecidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101\nconsid. 2a pag. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto\ndelle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in\nrelazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non\nsiano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi\ndell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).\nDeterminata, così, la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden),\nil giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi,\ndeterminare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.\nCosì come indicato dall’art. 47 cpv. 1 in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una\nponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati\nall’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita anteriore\n(antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale\n(stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di\nrecidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del\nprocedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF\n136 IV 55 consid. 5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid.\n2.2.2; cfr. anche STF del 19 giugno 2009 6B_585/2008 consid. 3.5).\nCon riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura\ndella pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata\nnecessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente\ntrattenere l'autore dal compiere altri reati (messaggio del 21 settembre 1998\nconcernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare\nnonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999 1744; STF del 14\nottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008; STF del 12 marzo 2008,\ninc. 6B_370/2007 consid. 2.2; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79). La legge ha,\ncosì, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare\nsanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid.\n4c pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questo criterio di prevenzione\nspeciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena\ndovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008\ninc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008,\ninc. 6B_370/2007 consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007 consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht,\nAllgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).\nb. Giusta l’art. 181 CP chi si rende\nautore colpevole del reato di coazione è punito con una pena detentiva sino a\ntre anni o con una pena pecuniaria. La stessa pena è prevista per i reati di\nminaccia (art. 180 CP), di danneggiamento (art. 144 CP) nonché di violazione di\ndomicilio (art. 186 CP). Il reato d’ingiuria giusta l’art. 177 CP è, invece,\npunito con una pena pecuniaria sino a 90 aliquote giornaliere.\nSecondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute\nle condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice\ncondanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in\nmisura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della\npena comminata ed è, in ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena\n(Ackermann, Basler Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea 2007, ad art. 49,\nn. 8 e seg., pag. 908 seg.; Trechsel/Affolter-Eijsten, Schweizerisches\nStrafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7 e seg., pag.\n282 seg.; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar,\n2. ed., Berna 2009, ad art. 49, n. 1, pag. 114; Stoll, Commentaire romand, Code\npénal I, Basilea 2009, art. 49, n. 78, pag. 506).\nPer il cpv. 2 dello stesso disposto, se deve giudicare\nun reato che l’autore ha commesso prima di essere stato condannato per un altro\nfatto, il giudice determina la pena complementare in modo che l’autore non sia\npunito più gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati\ncompresi in un unico giudizio (DTF 121 IV 9 consid. 2d/cc).\n7.4. Occorre, dunque, determinare la colpa dell’autore in funzione delle\ncircostanze legate all’atto stesso (Tatkomponente), valutando dapprima le\ncircostanze oggettive del reato (objektive Tatkomponente) e passando, poi, ad\nesaminare gli aspetti soggettivi del reato (Tatverschulden). Soltanto dopo la\ndefinizione dell’intensità della colpa in relazione al/ai reato/i di cui\nl’autore è stato dichiarato colpevole e la conseguente determinazione della\npena adeguata a tale grado di colpa, vanno considerate - a ponderazione"}