Colui che si pretende minacciato deve provare l’esistenza di circostanze proprie a fargli credere che si trovava in uno stato di legittima difesa. È il caso quando l’aggressore adotta un comportamento minaccioso, si prepara allo scontro o gesticola in modo da far pensare che egli passerà all’atto, metterà, cioè, in pratica la sua minaccia (STF del 7 febbraio 2005 6S.384/2004 consid. 3.1 e rinvii; Trechsel, op. cit., ad art. 15, n. 6, pag. 93). Per verificare se la difesa è stata proporzionata, occorre valutare l’insieme delle circostanze del caso concreto.