Decisa la condanna per omicidio intenzionale ed esclusa un’eventuale premeditazione del gesto (sentenza impugnata, consid. 25, pag. 46), i primi giudici hanno considerato gravissima la colpa di AP 1 che, nonostante un percorso scolastico e formativo “più che accettabile”, ha agito “per motivi francamente futili” (ritenuto che per mettere fine alle asserite avances di J. gli sarebbe bastato allontanarsi), “in modo vile” e “con assurda ferocia”, mosso dal suo profondo disprezzo nei confronti degli omosessuali (sentenza impugnata, consid. 48, pag. 64).