Tenuto conto del tempo necessario per l’esecuzione dei vari esami a cui si è proceduto, la cronologia indicata dimostra con chiarezza che - contrariamente a quanto preteso dalla difesa - la cartella clinica della vittima non presenta delle lacune. Al proposito, va osservato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, il dott. PE 2 non ha mai dato un giudizio di incompletezza della cartella clinica ma, semplicemente, ha dichiarato che, all’inizio, gli venne fornita “una copia probabilmente non completa della cartella clinica” (AI 120, pag. 2). Ciò che è molto diverso dall’interpretazione che ne dà la difesa.