egli è passato dall’iniziale ruolo di vittima di un tentato reato sessuale a vittima dello stesso reato consumato. 20. Da quanto sopra discende che deve essere accertato che AP 1, dopo che J. lo ha fatto oggetto di ripetute ed esplicite avances sessuali e gli ha fatto subire un toccamento dei genitali, lo ha colpito, dapprima, con una gomitata al volto che ha fatto cadere l’anziano a terra e, allorquando questi giaceva supino al suolo, con due calci compressivi, il primo all’addome e l’altro al collo, così come da lui ammesso in corso di inchiesta. Valutazione del nesso di causalità adeguata tra il comportamento dell’appellante ed il decesso della vittima 21.