Nello stesso tempo, quei dettagli e la completezza del racconto (che comprende, oltre all’indicazione precisa del tipo di colpi inferti, anche particolari sulle posizioni dell’aggressore e della vittima) depongono per la sua verità. Infine, a smentire la tesi di una versione inveritiera, inventata lì per lì per giustificare le lesioni riscontrate sul cadavere di J., vi è la circostanza che la seconda descrizione dei fatti fornita il 22 luglio 2010 è stata ripetuta e ribadita senza modifiche né imprecisioni nel corso dell’interrogatorio che ha avuto luogo il 5 agosto 2010, a due settimane dal precedente (e, poi, ancora al perito psichiatra).