(…) Rispondendo alla presidente AP 1 dichiara che, durante il colloquio con il suo avvocato del 22.7.2010, lui non gli anticipò quanto avrebbe detto. Semplicemente, alla sua esortazione a collaborare, AP 1 rispose “Sì, sono d’accordo” (verb. dib. d’appello, pag. 6 e 8). Ritenuto come non sia nemmeno stato preteso che nel verbale del dibattimento di primo grado le dichiarazioni dell’imputato non siano state correttamente registrate, forza è concludere che AP 1 ha mentito alla Corte delle assise criminali sul motivo della sua pretesa dichiarazione contraria al vero. Questo non giova, certamente, alla sua credibilità.