Sempre al dibattimento di primo grado, l’appellante è stato confrontato con la deposizione resa in aula dal dott. B. che, precisando di averlo incontrato più volte in carcere ma di non avere iniziato con lui una vera e propria terapia (ciò che emerge anche dai doc. TPC 45 e 69), aveva negato che egli gli avesse mai detto che la vittima gli aveva toccato i genitali: “ a voce a me AP 1 durante questi nostri colloqui non mi ha mai detto di essere stato molestato dalla vittima né che la vittima l’abbia toccato sui genitali. AP 1 mi ha solo detto di aver risentito quanto successo come una forma di molestia e di essere stato molto disturbato dal comportamento della vittima” (all. 7 al verb.