a colpire il suo amico: “ … non so in che rapporti erano Ju. e la vittima e visto che era a terra, magari ne ha approfittato e lo ha colpito, quando io sono partito” (MP AP 1 27.5.2010, AI 62, pag. 8). b. Il 22 luglio 2010, nuovamente confrontato con le risultanze dell’autopsia e dopo avere chiesto ed ottenuto di conferire privatamente con l’allora suo difensore, AP 1 ha modificato la sua iniziale versione dell’accaduto e ha ammesso di avere colpito la vittima non solo quando era in piedi (con una gomitata alla parte sinistra del viso), ma anche dopo che era caduta al suolo (con due pedate compressive, una all’addome ed una al collo) dichiarando quanto segue: