Da un lato, esso conterrebbe delle contraddizioni. Infatti - rileva il ricorrente - il medico legale, dopo avere sostenuto, nel suo referto 23 giugno 2010, l’impossibilità di stabilire la posizione della vittima al momento in cui i colpi le sono stati inferti, in aula, senza disporre di alcun elemento nuovo, ha invece dichiarato che la lesione all’addome è pienamente compatibile un calcio sferrato alla vittima supina a terra, escludendo di fatto la possibilità che la vittima si trovasse in posizione eretta al momento in cui è stata colpita in quella zona.