momento distinto “certamente reiterato o prolungato di violenta compressione alla regione del collo e del mento”, concludendo che “le dichiarazioni dell’accusato possono essere genericamente ritenute compatibili” con le lesioni riportate dalla vittima. In aula, il perito non ha fatto che ribadire la piena compatibilità della lesione all’addome “con una posizione della vittima supina a terra” ritenendo “francamente improbabile una posizione eretta della vittima” (all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 5). In tali circostanze, non si vede in che misura l’esperto sarebbe incorso in una contraddizione.