In effetti, se è vero che a pag. 4 del suo referto 23 giugno 2010 (AI 69), prima di essere messo al corrente delle dichiarazioni dell’appellante, il perito ha affermato che “non è possibile stabilire le singole modalità di sferramento dei colpi e non è possibile neppure stabilire la posizione della vittima nel momento in cui i colpi sono stati inferti”, la diversa opinione da lui espressa nel verbale 3 agosto 2010 di delucidazione orale del referto autoptico (AI 89, pag. 4) trova una chiara giustificazione ritenuto che, in quell’occasione, gli era stata prospettata la versione dei fatti resa da AP 1 il 22 luglio 2010, secondo cui egli colpì la vittima a terra con due pedate compressive