A quel punto, giratosi per tornare indietro, da una distanza di circa venti metri, vide che lo sconosciuto stava agitando le mani davanti al viso del suo amico. Dapprima credette che i due stessero discutendo animatamente. Tuttavia, avvicinatosi, dovette constatare che J. giaceva, supino, a terra (egli non l’aveva visto cadere). Nonostante l’agitazione, Ju. tentò di prendere nota del numero di targa dell’aggressore che stava scappando a grande velocità e a fari spenti a bordo della sua vettura di piccola cilindrata di colore bianco (cfr. PS Ju. 23.8.2009, all. 19 RPG 4.3.2010, pag. 3-8). Malgrado l’indicazione del numero di targa (rivelatosi in parte sbagliato, cfr.