Ma non solo. Ju., amico di vecchia data della vittima, ha anche riferito che, a volte, mentre aspettava di trovare un occasionale partner, J. si sbottonava i pantaloni per toccarsi il pene “per far sì che la persona che magari arrivava lo vedeva già in quell’atteggiamento” (MP Ju. 27.5.2010, AI 61, pag. 4). Inoltre, sempre Ju. ha dichiarato che capitava che J. “allungasse le mani verso le parti intime di una persona per fargli capire le sue intenzioni se non aveva il coraggio di chiedere” (MP Ju. 27.5.2010, AI 61, pag. 5). Infine, dagli atti emerge che J. era solito risalire, mediante i numeri di targa, ai nomi degli uomini che gli piacevano per poi contattarli per telefono (PS Mo.