{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-04-20", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-114_2012-04-20.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111467&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=44&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "e28536c6cd2559c6fba44a600019340f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.114"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Omicidio intenzionale commesso con dolo eventuale per avere colpito un anziano con una gomitata (sferrata in un eccesso di legittima difesa) che lo ha fatto cadere a terra e poi con due calci compressivi al collo ed all'addome. 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Inattendibilità di una ritrattazione\n\n\n- alle ore 00.15 la vittima è quindi stata intubata in vista di una laparotomia in urgenza, cui si è tuttavia rinunciato in seguito al rapido peggioramento delle condizioni del paziente che ha portato al suo decesso.\nLa cartella clinica fa, inoltre, stato della somministrazione, durante la presa a carico da parte dei sanitari del servizio di ambulanza e la degenza in ospedale, di diversi farmaci, e meglio di 1000 ml di NaCl 0,9%, di 1000 ml di Ringer, di 3 volte 500 ml di Voluven (per un totale di 3500 ml di liquidi), di 2 mg di Navoban (contro i conati di vomito), di 2 volte 5 mg di Efedrina, di 25 mg di Fentanyl, di 100 mg di Succinolin e di 5 mg di Dormicum.\nTenuto conto del tempo necessario per l’esecuzione dei vari esami a cui si è proceduto, la cronologia indicata dimostra con chiarezza che - contrariamente a quanto preteso dalla difesa - la cartella clinica della vittima non presenta delle lacune.\nAl proposito, va osservato che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, il dott. PE 2 non ha mai dato un giudizio di incompletezza della cartella clinica ma, semplicemente, ha dichiarato che, all’inizio, gli venne fornita “una copia probabilmente non completa della cartella clinica” (AI 120, pag. 2). Ciò che è molto diverso dall’interpretazione che ne dà la difesa. Infatti, nel verbale del dibattimento di primo grado si legge quanto segue:\n“ D avv DI 1: Cosa la portò a formulare la frase “una copia probabilmente non completa della cartella clinica”, nell’AI 120 pag. 2?\nR: Sul fatto che mi venne trasmessa informalmente, non ricordo da chi, immagino dalla polizia, nelle prime fasi nelle more dell’indagine autoptica. Preciso che poi mi è stata trasmessa in forma completa e ho verificato che dal punto di vista cartaceo era completa già dall’inizio ed era mancante solo delle immagini radiografiche che poi mi sono state fornite”\n(all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 6; cfr, pure, AI 120, pag. 2; AI 133, pag. 6).\nRichiesto di prendere posizione sull’adeguatezza delle cure somministrate a J., il medico legale così si è espresso:\n“ D avv DI 1: Secondo lei, il procedere dei trattamenti eseguiti al __________nel caso di specie sono stati corretti e adeguati?\nR: Sì” (cfr. all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 7).\nIn seguito, rispondendo alle domande della difesa, il medico legale ha spiegato che la presa a carico farmacologica, le misure di indagine effettuate e le misure preparatorie all’intervento messe in opera furono del tutto adeguate e che la morte intervenne, non a causa di deficit di presa a carico, ma a causa della gravità delle ferite.\nNel dettaglio, il medico legale ha spiegato quanto segue:\n- sui farmaci somministrati:\n“ …sono stati infusi liquidi salini, colloidi che sono liquidi con capacità di aumentare il volume circolante e quindi la pressione arteriosa e anche, mi sembra di ricordare, amine vasoattive, farmaci che a loro volta favoriscono il sostentamento del circolo sanguigno e anche sedativi. La cartella clinica non presenta una scansione temporale delle somministrazioni. Riferendomi al foglio di sorveglianza e terapia, a retro constato che i farmaci indicati sono incolonnati, ma che la somministrazione è in corrispondenza di una scansione temporale grafica e che pertanto i farmaci anestetici o induttori dell’anestesia sono indicati poco prima delle ore 24.00”\nD avv DI 1: La farmacologia indicata era sufficiente per salvare la vita del paziente?\nR: Bisogna distinguere tra le infusioni allo scopo di ripristinare il volume circolante, che furono massicce e ininterrotte fino al decesso e furono certamente adeguate.\nFurono adeguati i farmaci a sostegno del circolo e i farmaci preparatori all’intervento. Furono adeguati ma non servirono perché il decesso intervenne nelle more dell’intervento”\n(cfr. all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 6-7);\n- sulla mancata posa della cannula venosa centrale:\n“ D avv DI 1: Dalla cartella clinica lei può indicare quale posa di cannula è stata eseguita su J.?\nR: Io non lo posso ricavare dalla cartella clinica poiché non indicato, ma lo posso ricavare dall’esame autoptico poiché vi sono segni di agopuntura a un braccio, ad entrambe le mani e ad un piede. Pertanto devo ritenere che le vie di infusione sono state multiple.\nD avv DI 1: In un caso simile, non era forse più corretto posare una cannula venosa centrale?\nR: La quantità di liquidi che risulta infusa è certamente quella massima somministrabile nell’unità di tempo di cui stiamo parlando. Pertanto si può ritenere che le vie d’accesso venose erano sufficienti alle infusioni. Oltretutto non bisogna dimenticare che tutto si svolse rapidamente e l’incannulamento centrale richiede un certo tempo (alcuni minuti) e una certa competenza. Ritengo che nel caso concreto si sia preferito ricorrere alle indicate probabili 4 vie di infusione, che apparivano sufficienti, avendo dato precedenza all’attività diagnostica” (cfr. all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 7);\n- sulle misure diagnostiche:\n“ D: Il presidente mi chiede se in casu in base all’arte medica, prima di procedere ad un qualsiasi intervento laparotomico in urgenza era comunque necessario procedere ad una radiografia toracica e ad una TAC esplorativa addominale?\nR: Sicuramente si, soprattutto rispetto alla TAC che era imprescindibile” (cfr. all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 7 e 8);\n“ D avv DI 1: L’origine del sanguinamento interno era riscontrabile anche senza l’effettuazione della TAC?\nR: La TAC era l’esame più indicato di tutti (Gold standard) per casi di questo genere in cui vi sia il sospetto di emorragia e vada ricercata l’origine."}