{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-04-20", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-114_2012-04-20.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111467&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=44&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "e28536c6cd2559c6fba44a600019340f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.114"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Omicidio intenzionale commesso con dolo eventuale per avere colpito un anziano con una gomitata (sferrata in un eccesso di legittima difesa) che lo ha fatto cadere a terra e poi con due calci compressivi al collo ed all'addome. 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Inattendibilità di una ritrattazione\n\n\nIn particolare, egli rimprovera ai medici di __________di non avere posato al paziente una cannula venosa centrale, di non avere verificato il gruppo sanguigno del paziente e di non avere, quindi, ordinato ed infuso il sangue e, infine, di avere rinunciato a proseguire le manovre di rianimazione, rinunciando altresì - contrariamente non solo al generale dovere di assistenza e di cura del paziente, ma anche a quelle che lui ritiene essere chiare linee guida riconosciute a livello nazionale ed internazionale - ad un intervento in urgenza. L’appellante critica, inoltre, l’operato del perito giudiziario che ha avallato l’agire dei sanitari fondandosi su di una cartella clinica, a suo dire, lacunosa (siccome da essa risultano esami e valutazioni della durata di circa 30 minuti a fronte di una permanenza della vittima al pronto soccorso di un’ora e mezza) e senza disporre delle necessarie competenze nello specifico settore medico.\nAP 1 ritiene che i mancati accertamenti in merito alla concreta possibilità che la vittima non abbia beneficiato di cure mediche adeguate costituiscano una violazione dell’art. 6 CEDU, l’accusa avendo infranto l’obbligo a lei incombente di raccogliere prove sia a carico sia a discarico dell’imputato e la prima Corte avendo rifiutato la richiesta sospensione del dibattimento per permettere di sottoporre ai consulenti della difesa le risposte date dal dott. Me. (che si è occupato di J. al pronto soccorso e che è stato sentito per la prima volta al dibattimento di primo grado).\n22. Fra il comportamento colpevole e il risultato deve sussistere un rapporto di causalità naturale e adeguato (DTF 122 IV 17 consid. 2c pag. 22; Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I, Berna 2010, ad art. 111, n. 12, pag. 27).\nUn rapporto di causalità naturale è dato quando, senza il comportamento dell’autore, l’evento non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre che il comportamento dell’autore sia stato la sola o l’immediata causa dell’evento: è sufficiente che il comportamento colpevole, se del caso unitamente ad altri fattori, ne costituisca la condizione necessaria (conditio sine qua non), ossia è sufficiente che, senza di esso, l'evento non si sarebbe verificato (STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.1; 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003 consid. 4; 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid. 4.2; DTF 133 IV 158 consid. 6.1 pag. 167; 125 IV 195 consid. 2b pag. 197; 122 IV 17 consid. 2c/aa pag. 23; 121 IV 207 consid. 2a pag. 212; 116 IV 306 consid. 2a pag. 310; 115 IV 199 consid. 5b e rinvii pag. 206).\nSulla questione dell’esistenza di un nesso di causalità naturale il giudice si determina secondo il principio della probabilità preponderante, insufficiente essendo l’esistenza di una semplice possibilità (STF 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid. 4.2; DTF 125 IV 195 consid. 2b pag. 197; 118 IV 130 consid. 6a pag. 141; 116 IV 306 consid. 2a pag. 310; 115 IV 199 consid. 5b pag. 206; 101 IV 149 consid. 2c pag. 152; STF 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003 consid. 4; Corboz, op. cit., ad art. 111, n. 13, pag. 27).\nSi ha, invece, un nesso di causalità adeguata fra il comportamento dell’agente e l’evento quando il primo, non soltanto concorre causalmente a produrre il secondo, ma è anche idoneo, secondo il corso normale delle cose e l'esperienza generale, a produrre o perlomeno a favorire un effetto di quel tipo (DTF 133 IV 158 consid. 6.1 pag. 168; 131 IV 145 consid. 5.1 pag. 147; 130 IV 7 consid. 3.2 pag. 10; 129 IV 282 consid. 2.1 pag. 284; 127 IV 62 consid. 2d pag. 65; 126 IV 13 consid. 7a/bb pag. 17; 125 V 456 consid. 5a pag. 461; 122 IV 17 consid. 2c/bb pag. 23; 121 IV 207 consid. 2a pag. 212; 117 V 359 consid. 5a pag. 361 e 369 consid. 4a e sentenze ivi citate pag. 382; STF 6S.34/2006 del 28 agosto 2006 consid. 4.4.2; 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003 consid. 4; 6S.426/2002 del 18 febbraio 2003 consid. 4.2; sentenza CARP 17.2010.33 del 4 maggio 2011 consid. 3.3; sentenza CARP 17.2011.1 dell’8 aprile 2011 consid. 5.3; sentenza CCRP 17.2008.48 del 1. ottobre 2009 consid. 3.3.c).\nPerché un comportamento possa, dunque, essere considerato responsabile di un determinato evento ne va accertata l’idoneità causale generale (e non solo in relazione al caso concreto), tenendo conto che l’idoneità generale può essere data anche in relazione a conseguenze eccezionali: una causa non è, infatti, da ritenersi generalmente adeguata soltanto quando provoca spesso o addirittura regolarmente il tipo d’evento considerato poiché, se un comportamento è in sé atto a produrre un simile risultato, l’eccezionalità di quest’ultimo non influisce sull’adeguatezza del nesso causale. Si deve, cioè, ammettere l’adeguatezza del nesso causale nonostante la singolarità dell’effetto se questa singolarità è soltanto quantitativa, cioè se un simile effetto ricorre con rara frequenza. Non si può, invece, prescindere dall’idoneità qualitativa (DTF 113 V 307)."}