{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-04-20", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-114_2012-04-20.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=111467&nX40_KEY=4921783&nTrefferzeile=44&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "e28536c6cd2559c6fba44a600019340f"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.114"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 20.04.2012 17.2011.114"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Omicidio intenzionale commesso con dolo eventuale per avere colpito un anziano con una gomitata (sferrata in un eccesso di legittima difesa) che lo ha fatto cadere a terra e poi con due calci compressivi al collo ed all'addome. 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Inattendibilità di una ritrattazione\n\n\n(in precedenza, il perito aveva infatti spiegato che la lesione all’addome si situa circa 10 cm sopra l’ombelico; cfr. all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 4).\nRispondendo, poi, alla domanda a sapere se riteneva che la lesione di cui alla foto n. 13 fosse stata prodotta quando la vittima era in piedi o a terra, il medico legale ha dichiarato quanto segue:\n“ Avendo riguardo della sola lesione esterna, posso dire che è più probabile la posizione supina, ma non è impossibile la posizione eretta. Se invece considero, come ho l’obbligo scientifico di fare, la lesione nel contesto di quelle profonde interne, ritengo pienamente compatibile il quadro con una posizione della vittima supina a terra e francamente improbabile una posizione eretta della vittima”\n(all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 5).\nQuest’ultima considerazione - “ritengo pienamente compatibile il quadro con una posizione della vittima supina a terra e francamente improbabile una posizione eretta della vittima” - affossa definitivamente la credibilità della nuova versione resa da AP 1.\nAl dibattimento d’appello, confrontato con il parere del dott. Pa. (rapporto prodotto dalla difesa nel procedimento d’appello in atti sub doc. L), il dott. PE 2 ha ribadito la totale inattendibilità della versione secondo cui il calcio che ha colpito J. al torace è stato sferrato con il piede destro così come preteso da AP 1:\n“ A domanda del PP il dott. PE 2 conferma che la lesione figurata sul torace è a semicerchio circa con convessità destra.\nA domanda del PP il dott. PE 2 ritiene che sia del tutto fisicamente impossibile che la lesione abbia potuto essere stata causata da un calcio sferrato con il piede destro perché l’inclinazione di un piede in un calcio di questo tipo non può che portare il tacco in una sola direzione. Vale a dire: se il calcio viene sferrato con il piede sinistro, il tacco impatterà sul versante sinistro; se il calcio viene sferrato con il piede destro, il tacco non potrà che impattare sulla porzione destra.\nQuesta conclusione si trae anche indirettamente dalla rappresentazione fotografica che il dott. Pa. inserisce a pag. 5 del suo elaborato”\n(verb. dib. d’appello, pag. 10; cfr anche all. 3 al verb. dib. di primo grado, pag. 6).\nInoltre, il perito medico legale ha ribadito - con argomentazioni più che condivisibili, attinenti, in particolare, alla ridotta significatività della lesione in regione sacrale - l’opinione dell’inverosimiglianza della versione secondo cui, quando è stato colpito all’addome, J. era in piedi:\n“ L’entità dell’escoriazione presente in regione sacrale e dell’infiltrazione ematica dei tessuti sottostanti era assolutamente modesta, come testimoniano con chiarezza le riprese fotografiche effettuate allora. Questo aspetto, unitamente a quelli che ho precedentemente elencato quest’oggi e nelle mie precedenti audizioni, mi porta a giudicare come sempre più compatibile l’origine dell’emorragia che si dimostrò mortale avvenuta a causa di un colpo sferrato da un piede calzato che schiaccia violentemente il corpo di una persona distesa supina su una superficie rigida. Preciso infine che, oltre alla modestia della lesione testé descritta, ebbi modo di accertare l’assenza di qualsivoglia frattura a carico del bacino in quella regione, ad ulteriore testimonianza dell’improbabilità di un impatto ad alta energia tra regione sacrale e suolo.\nAnche la localizzazione delle escoriazioni e la loro asimmetria mi porta ad escludere che siano il frutto di una caduta all’indietro con un impatto violento della regione sacrale con il suolo in quel punto costituito certamente da asfalto o da pietre.\nA domanda dell’avv. DI 1 il dott. PE 2 conferma che c’è stata una modesta lesione sacrale a carico dei tegumenti (vale a dire della pelle, della cute) e dei tessuti immediatamente sottostanti, senza che tuttavia vi fosse alcuna frattura. In parole povere si è trattato di un arrossamento frutto di uno sfregamento” (verb. dib. d’appello, pag. 9).\nInfine, rispondendo alle obiezioni della difesa relative all’intensità del colpo sferrato in tale regione e all’entità delle lesioni causate, il dott. PE 2 ha dichiarato:\n“ Sul punto vorrei fare rilevare che già dalla mia prima relazione ebbi modo di specificare chiaramente che in corrispondenza della lesione figurata di cui trattasi erano presenti infiltrati emorragici a carico dei tessuti sottocutanei, dei tessuti intercostali. Era inoltre presente una frattura costale. Era presente una infiltrazione ematica dei tessuti connettivali e mesenchimali del colon trasverso. Era presente una infiltrazione emorragica parenchimatosa del pancreas. Sono tutti questi evidenti segni di un traumatismo diretto e sono tutti organi in corrispondenza anatomica con la lesione esterna descritta. Ciò testimonia che l’intensità del colpo fu sufficiente ad interessare alcuni degli organi più profondi. Voglio qui aggiungere per la prima volta che ho descritto anche a carico dei polmoni delle aree di infiltrazione ematica alle quali ho inizialmente attribuito un significato di inalazione di materiale ematico ma che oggi non potrei completamente escludere che possa essersi trattato invece o anche di lesioni ecchimotiche dirette. Si tratta di un’ipotesi ma, riflettendo nuovamente su questo punto che non mi era mai stato sollecitato in questi termini, mi è sorta quest’ulteriore riflessione.\nLa mia convinzione è che il calcio fu di un’entità non irrilevante e che la fragilità dei tessuti retroperitoneali fu quella che determinò le conseguenze peggiori. (…)"}