Dal profilo soggettivo, per quanto riguarda il tentato assassinio, rilevante è il fatto che AP 1 ha agito spinto da un egoismo talmente crasso e primitivo da diventare egocentrismo puro quando ha deciso di eliminare la donna con cui aveva convissuto per anni, che lui aveva deciso di lasciare e che nulla - ma proprio nulla - gli aveva fatto di male (da un lato, non bisogna dimenticare che lei aveva tentato di convincerlo a rimanere e, d’altro lato, non va dimenticato l’atteggiamento comunque pacato tenuto dalla donna prima dei fatti e durante tutta l’inchiesta), soltanto perché questa non si piegava alla sua volontà (che, lo si noti, prevedeva che questa lasciasse il lavoro che svolgeva