Non mi ricordo se abbia guidato la Opel Meriva quando eravamo assieme a __________. Prima dell’8 maggio 2010, ma anche perché non avevo in mente la circostanza, non ho mai chiesto a AP 1 di ritornarmi la seconda chiave della vettura che era rimasta a __________” (AI 211 pag. 4). Da quanto precede si può con tranquillità desumere che i rapporti sull’Opel Meriva, di proprietà dell’accusatore privato, non erano certamente paritari. Il dominio era, in maniera praticamente assoluta, di pieno appannaggio di ACPR 1, mentre l’accusato non poteva di certo disporre dell’auto a suo libero piacimento. A maggior ragione questo valeva il giorno dei fatti: