E’, qui, appena il caso di sottolineare che AP 1 non si è “limitato” (si fa per dire) a tagliare il collo della sua vittima. Egli, alle due ferite impressionanti al collo, ha aggiunto un colpo inferto con forza altrettanto impressionante al costato, cioè ad un’altra zona, pure notoriamente sede di organi vitali (oppure, nell’altra ipotesi che qui entra in linea di conto, a questo colpo ha aggiunto quelli al collo). Tale successione di colpi nelle due zone indicate non può che essere vista come la manifestazione concreta non solo della volontà di uccidere ma anche di determinazione nel perseguire il proprio scopo.