L’intenzione di fare del male traspare, in filigrana, da quasi tutti i gesti compiuti dall’imputato dopo la fine della sua relazione, in particolare dalle minacce fatte a ACPR 1 da inizio maggio in poi (minacce di cui hanno riferito la donna e i familiari di lei) e dagli episodi del 10 e dell’11 maggio. La finalità di fare del male acquista forma sempre più definita con il passare dei giorni per diventare vera e propria intenzione di uccidere nelle esplicite minacce di morte formulate nelle telefonate al fratello della donna e nei messaggi sms inviati all'ex compagna almeno (non si ha il testo di tutti gli sms inviati) dal 25 maggio 2010 (per tutti: