Dai fatti accertati da questa Corte emerge, senza ombra di dubbio, che l'imputato ha ferito la donna con l'intenzione di ucciderla. L’intenzione di fare del male traspare, in filigrana, da quasi tutti i gesti compiuti dall’imputato dopo la fine della sua relazione, in particolare dalle minacce fatte a ACPR 1 da inizio maggio in poi (minacce di cui hanno riferito la donna e i familiari di lei) e dagli episodi del 10 e dell’11 maggio.