Se è vero che la sorella della vittima riporta le parole del padre, è anche vero che, non avendo ella alcun motivo di mentire su quanto il padre le riferì, il fatto che la sua dichiarazione sia del tutto concordante con lo scritto del genitore ne conforta la veridicità ritenuto come, d’altra parte, non si vedano motivi per cui quest’ultimo abbia raccontato alla figlia cose non dette da AP 1. Dal canto suo, AP 1 sostiene che il padre della vittima ha travisato le sue parole: “ io ho solo detto a suo papà che avevo tagliato la gola a ACPR 1 ma non sapevo come stava (…) non è quindi vero che gli ho detto al telefono che sarei andato all’ospedale a finire il lavoro.