Nell'accertamento dei fatti va, per finire, anche evidenziato che R., padre della vittima, ha fatto pervenire agli inquirenti una dichiarazione da cui risulta che - poche ore dopo i fatti - egli è stato più volte contattato telefonicamente da AP 1 che, a più riprese, gli ha ripetuto il seguente messaggio: “ mi conosci, sai chi sono. Devi sapere che ho ucciso la tua figlia, l’hanno portata all’ospedale con l’ambulanza e io la guardo. Se non muore vado da lei all’ospedale e l’uccido. So nascondermi e la polizia non mi catturerà. Dopo che finisco con la tua figlia, vengo e uccido anche voi” (AI 217, dichiarazione 16.02.2011 di R.).