Il perito ha anche precisato che l’intervenuta frattura costale prova che “la forza con cui il colpo fu portato (in rapporto anche con la tipologia dell'arma) fu di intensità consistente” (AI 190 pag. 12) ciò che esclude, già di per sé, la tesi difensiva di un colpo inferto accidentalmente, mentre l’autore veniva allontanato dalla vittima. Per dirla con parole povere, basta l’accertamento della forza con cui il colpo è stato inferto a rendere arbitraria la tesi dei primi giudici secondo cui la coltellata al torace fu un gesto involontario. Non bisogna, infatti, dimenticare che quella pugnalata è stata tanto forte da causare la frattura della vertebra.