(..) D’altra parte, l’ipotesi di un colpo brandito volontariamente è perfettamente coerente con la regione attinta e le lesioni prodottesi. In ogni caso, chi impugnasse il coltello non potrebbe non accorgersi dell’evento” (AI 190 pag. 13; cfr., anche, AI 229 pag. 6). Il perito ha anche precisato che l’intervenuta frattura costale prova che “la forza con cui il colpo fu portato (in rapporto anche con la tipologia dell'arma) fu di intensità consistente” (AI 190 pag. 12) ciò che esclude, già di per sé, la tesi difensiva di un colpo inferto accidentalmente, mentre l’autore veniva allontanato dalla vittima.