La deposizione di T. - secondo cui egli ha liberato la donna infilando le sue braccia sotto le ascelle dell'imputato, unendo poi le sue (di T.) mani dietro la nuca dell'aggressore e strappandolo all’indietro - è confermata da quella di C.B. che, accorsa sulla porta della cucina perché allarmata dalle urla di ACPR 1, ha visto “che un uomo (che successivamente al 12.06.2010 ho saputo essere un operaio che ancora oggi lavora a __________) ne aveva afferrato un altro da tergo infilandogli le braccia da sotto le ascelle” (AI 145 pag. 4).