Essa è spontanea, essendo stata resa per la prima volta a poche ore dai fatti. Il dettaglio sul silenzio dell’aggressore è, peraltro, in sé, del tutto verosimile ritenuto come esso si inserisca, non solo in un racconto sorprendentemente pacato ed equilibrato, ma anche e soprattutto in una descrizione articolata, circostanziata e in cui l’interrogata dà conto delle motivazioni per cui ha, comunque, riconosciuto l’aggressore e lo fa con argomentazioni più che sostenibili. Infine, le dichiarazioni della donna sono credibili poiché non si ravvisano motivi che avrebbero potuto indurla a deporre il falso.