L'imputato scrive, poi, un sms inequivocabile che, come considerato anche dai primi giudici - che non ne hanno, però, tratto le debite conclusioni - indizia il dolo diretto mirato all'uccisione di ACPR 1, ritenuto ciò che è accaduto circa due ore più tardi: “ Non vedo l'ora di giocare con il tuo sangue” (tel. 12.06.2010 ore 20.22.29). Dai messaggi successivi continuano a trasparire astio, frustrazione, gelosia e, ancora, aggressività e desiderio di fare del male: “ Vorrei vederti come piangi non con quel riso perverso” (tel. 12.06.2010 ore 20.45.10) “ Carogna non mi dai nessun segno cazzo” (tel. 12.06.2010 ore 21.34.02) “ Schifezza, non dai più nessun segno..” (12.06.2010 ore 21.34.02) “