non era sicuro, proprio” - e che il suo era solo un sospetto. Semplicemente, “lui pensa che ce l’ha” (AI 227 pag. 6 verso il mezzo). Risulta, quindi, evidente che il pensiero di un altro uomo non aveva raggiunto - come l’appellante ha tentato di far credere per evidenti fini difensivi - la forma di un soggettivo convincimento ma rimaneva una mera ipotesi. Ipotesi, del resto, tipica di quegli uomini completamente acritici con sé stessi che non possono (o non vogliono) spiegarsi la fine di una relazione se non con la tesi di un altro uomo cui la donna, per inclinazioni poco serie, abbia ceduto.