Lo posso dire con sicurezza perché è stata addirittura lei a riaccompagnarlo con la sua (di lei) macchina fino a __________” (AI 143 pag. 3 verso il basso). Questa deposizione - del tutto credibile, sia perché resa a poche ore dai fatti, sia per la pacatezza delle parole del teste, sia perché confermata integralmente a 6 mesi di distanza, sia, infine, per l’evidente disinteresse del teste a proporre una versione non conforme alla realtà - rende arbitrario l'avallo dato dai primi giudici alla tesi dell'imputato che ha parlato di una decisione di rottura presa unilateralmente dalla donna che non ha concesso al compagno che abbandonava nemmeno il diritto a spiegazioni chiare e risolutive.