{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  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Al collo vi è una vistosa cicatrice, fonte di fastidio e bruciore. La ferita al dito mignolo - conseguente alla reazione istintiva di liberarsi dal coltello messole al collo dall'imputato - ha comportato complesse sequele, un disturbo di sensibilità al mignolo stesso e dolori che dall'avambraccio vanno ad interessare la catena muscolare del sistema cervico-brachiale, come pure il braccio destro (cfr. doc. TPC 14). ACPR 1 soffre, pure, di dolori alla zona toracica in relazione alla ferita al costato. Sussistono anche disturbi di natura psicologica, essendole stata diagnosticata una “sindrome post-traumatica da stress”, con conseguenti “incubi notturni”, attacchi “d'ansia”, “crisi di panico”, “stanchezza” e paura di “rimanere sola” (cfr. doc. dib. 1: rapporto Dr. Br.; rapporto Dr. Z. e altri, Servizio psico-sociale). Pertanto, occorre considerare, quale elemento aggravante dal profilo oggettivo, la colpa di AP 1, che, se morte non vi è stata, i suoi gesti hanno, comunque, causato una lesione grave dell’integrità della persona.\nPure a livello oggettivo, in relazione al reato in esame, occorre, poi, considerare che AP 1 ha adottato un modus operandi che denota spregiudicatezza e temerarietà - aggressione nella cucina di una mensa di cantiere, con andirivieni di persone - nonché brutalità laddove si consideri, da un lato, che egli ha usato un’arma bianca - che impone una notevole vicinanza con la vittima - e, dall’altro, che egli ha usato tale arma per “letteralmente” sgozzare la propria vittima (cfr. foto in atti).\nIn questo contesto occorre, poi, considerare, sempre quale elemento aggravante la colpa, che AP 1 ha mostrato particolare determinazione a raggiungere il proprio scopo omicida colpendo con forza almeno tre volte la vittima in due parti del corpo, entrambi sede di organi vitali.\nIn relazione ai reati commessi prima del reato principale, si osserva, sempre dal profilo oggettivo, quanto segue.\nLe ripetute minacce sono di gravità oggettiva molto alta sia per il loro contenuto, sia per la loro ripetitività, sia per i loro effetti ritenuto come esse abbiano costretto la vittima - ma anche terzi, in particolare il fratello di lei - a vivere in una condizione di giustificato terrore, limitandone fortemente e per più di un mese la libertà d'azione e peggiorandone sensibilmente la qualità di vita e considerato come gli effetti di tali minacce continuino a persistere nelle patologie psichiche accertate.\nEstremamente gravi sono, poi, dal profilo oggettivo, le ripetute ingiurie. Al di là della palese volgarità e ripugnanza dei contenuti, esse mostrano la volontà dell'imputato, non solo di offendere la destinataria, ma anche di destabilizzarla negli affetti familiari nella misura in cui, in alcuni messaggi ingiuriosi, AP 1 riferisce di presunti suoi rapporti sessuali con la sorella.\nDi gravità oggettiva medio-bassa è, invece, il reato di cui AP 1 deve rispondere per l’episodio dell’11 maggio 2010: se l’intento e il modo d’agire è deprecabile e, in sé, grave, riduce, dal profilo oggettivo, la colpa di AP 1 la ridotta entità della lesione provocata.\nDi gravità oggettiva media è invece il furto di gioielli commesso da AP 1 ai danni dell'ex compagna, sia per il valore della refurtiva, sia perché egli si è introdotto nella sua stanza, cioè nella sfera più intima della vittima, mentre il furto d'uso è di gravità da media a lieve e l'infrazione alla LF sugli stranieri è di lieve gravità.\nDal profilo soggettivo, per quanto riguarda il tentato assassinio, rilevante è il fatto che AP 1 ha agito spinto da un egoismo talmente crasso e primitivo da diventare egocentrismo puro quando ha deciso di eliminare la donna con cui aveva convissuto per anni, che lui aveva deciso di lasciare e che nulla - ma proprio nulla - gli aveva fatto di male (da un lato, non bisogna dimenticare che lei aveva tentato di convincerlo a rimanere e, d’altro lato, non va dimenticato l’atteggiamento comunque pacato tenuto dalla donna prima dei fatti e durante tutta l’inchiesta), soltanto perché questa non si piegava alla sua volontà (che, lo si noti, prevedeva che questa lasciasse il lavoro che svolgeva tornando a vivere in __________ con lui). L’intensità dell’egoismo che ha spinto il condannato ad agire raggiunge vette altissime se si lega - come deve essere - il tentato assassinio con le precedenti incursioni punitive al cantiere, le ripetute minacce e le ripetute ingiurie commesse prima dei fatti nonché le minacce formulate dal carcere dopo i fatti non solo alla donna ma anche al padre di lei, anziano, malato e lontano.\nL’insieme dei gesti compiuti denota una brutalità e una cattiveria non comuni tanto che la particolare perversione di AP 1 si distingue per intensità nel panorama - già di per sé gravissimo - dell’art. 112 CP."}