{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  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Il dominio era, in maniera praticamente assoluta, di pieno appannaggio di ACPR 1, mentre l’accusato non poteva di certo disporre dell’auto a suo libero piacimento.\nA maggior ragione questo valeva il giorno dei fatti: la donna in effetti era giunta a __________, provenendo da __________, che si trova ad oltre 30 chilometri di distanza, da sola, alla guida della sua vettura. Ella aveva tutto l’interesse di disporne in maniera esclusiva, anche perché senza di essa non sarebbe in seguito potuta tornare a casa autonomamente. Inoltre l’imputato si era recato nella località mesolcinese con la sua auto, per cui non è ipotizzabile alcun motivo che potesse giustificare, almeno in quella particolare situazione, un suo diritto di disporne (cosa che, al limite, con molta fantasia, si sarebbe potuta forse argomentare se i due fossero arrivati al battesimo a bordo di un’unica automobile).\nAddirittura, si può legittimamente concludere che, nonostante la chiave di riserva si trovasse ancora nelle sue mani, AP 1 non aveva alcun co-possesso del veicolo, poiché questa situazione particolare è stata la conseguenza di una leggerezza, di una dimenticanza da parte dell’avente diritto. Non di una sua esplicita volontà. La suddivisione delle chiavi non assurge dunque, nella fattispecie, ad indizio di co-possesso dell’automezzo.\nUtilizzare l’automobile per recarsi a prendere una birra senza alcuna autorizzazione e senza che ve ne fosse la necessità, visto che egli disponeva della sua VW, rappresenta un atto caratterizzabile come sottrazione ai sensi dell’art. 94 LCStr.\nL’averla poi lasciata intenzionalmente in un altro luogo, diverso da quello ove era stata parcheggiata dalla proprietaria, costituisce un’indubbia aggravante, poiché segno evidente del proposito di nuocere alla donna.\nVisto nel contesto di tutto quanto emerso, si tratta di un ennesimo atto di stalking. Prova ne è il fatto che anche il giorno seguente l’accusato ha aperto il veicolo per frugarvi con l’intento di trovare conferme alle sue allucinazioni da gelosia (verbale di AP 1 del 23 dicembre 2010, pag. 9, RPG doc. 15).\nSulla scorta di tutto quanto precede, la sentenza della prima Corte va riformata anche in merito al proscioglimento dell’accusato dal reato di furto d’uso, reato per il quale egli deve essere invece condannato.\nA titolo abbondanziale si osserva che, ritenuto come l’8 maggio 2010 la convivenza fra i due non fosse già più in essere (cfr. consid. precedenti), il reato è perseguibile d’ufficio.\n41.4. Nella misura in cui mira al riconoscimento dell'imputazione di furto d'uso, l'appello del procuratore pubblico merita di essere accolto.\n42. In conclusione, AP 1 va dunque ritenuto autore colpevole di tentato assassinio, ripetuta minaccia, ripetuta ingiuria, furto, furto d'uso e infrazione alla LF sugli stranieri.\nCommisurazione della pena\n43. AP 1 ha censurato la commisurazione della pena detentiva chiedendone la riduzione a 6 anni.\nIl procuratore pubblico ha a sua volta chiesto di ricommisurare la pena detentiva, con fissazione della stessa, in via principale, a 14 anni, nel caso del tentato assassinio e, in via subordinata, a 11 anni, nel caso del tentato omicidio intenzionale per dolo diretto.\n43.1.a. Sotto l’egida del previgente ordinamento processuale, la Corte di cassazione e di revisione penale - come il Tribunale federale - interveniva con estremo riserbo nell’ambito della commisurazione della pena, e meglio lo faceva unicamente laddove la sanzione si poneva al di fuori del quadro edittale, si fondava su criteri estranei all’art. 47 CP, disattendeva elementi di valutazione prescritti da quest’ultima norma oppure appariva esageratamente severa o esageratamente mite, al punto da denotare eccesso o abuso del potere di apprezzamento (DTF 135 IV 191 consid. 3.1; DTF 134 IV 17 consid. 2.1; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 e riferimenti, DTF 128 IV 73 consid. 3b, DTF 127 IV 10 consid. 2).\nIl nuovo CPP federale permette, ora, invece, di censurare, mediante l’appello, non solo l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento (art. 398 cpv. 3 lett. a), ma anche l’inadeguatezza (art. 398 cpv. 3 lett. c).\nSecondo la dottrina maggioritaria, quest’ultimo motivo di ricorso - non previsto nel disegno di legge ma introdotto dalle Camere federali e definito privo di portata giuridica da Schmid nella misura in cui l’appello è, comunque, un rimedio giuridico completo e la sentenza dell’autorità di secondo grado si sostituisce a quella resa dall’autorità inferiore (Niklaus Schmid, Handbuch des Schweizerischen Strafprozessrechts, § 91 n. 1512 pag. 695 con riferimento all’art. 393 cpv. 2 lett. c CPP; Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, ad art. 398 n. 9) - estende (o, nell’opinione di Schmid, semplicemente, conferma) la competenza della giurisdizione di appello anche all’errato apprezzamento, non solo all’eccesso o all’abuso dello stesso."}