{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  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Ne consegue che l'appello del procuratore pubblico deve essere accolto anche relativamente alla qualifica giuridica dei fatti del 12 giugno 2010.\n40. Il procuratore pubblico si aggrava pure avverso il proscioglimento dell'imputato dall'accusa di lesioni semplici qualificate, di cui al punto 2 dell'atto d'accusa 28 aprile 2011, in relazione ai fatti avvenuti a __________ in data 11 maggio 2010 e postula che AP 1 sia dichiarato autore colpevole di lesioni semplici qualificate, subordinatamente di lesioni colpose.\n40.1. Secondo l'art. 123 cifra 1 CP, chiunque intenzionalmente cagiona lesioni semplici ad una persona, è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. Se le lesioni semplici sono qualificate, in quanto cagionate facendo uso di un'arma o di un oggetto pericoloso, il colpevole è perseguito d'ufficio (art. 123 cifra 2 CP). L'intenzione deve portare su tutti gli elementi costitutivi. Il dolo eventuale è sufficiente (DTF 119 IV 2 consid. 5a).\nSecondo l'art. 125 CP, chiunque per negligenza cagiona un danno al corpo o alla salute di una persona è punito, a querela di parte, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria (cpv. 1); se la lesione è grave, il colpevole è perseguito d'ufficio (cpv. 2).\n40.2. Le concordanti dichiarazioni rese riguardo all’episodio del 11 maggio 2010 disegnano una situazione in cui è evidente l’intenzione di AP 1 di - almeno - ferire ACPR 1. Null’altro può essere seriamente dedotto dalla situazione in cui AP 1, armato di coltello, cerca di colpire la ex compagna e lo fa passando con il braccio oltre il corpo del fratello di lei che si era frapposto fra i due per difendere la sorella:\n“ (..) Io mi sono quindi subito messo fra lui e mia sorella per fermarlo. Io ho capito che lui voleva colpire ACPR 1, tant’è che quando lei si trovava dietro di me e io cercavo di tenerlo fermo, lui tentava ancora, con il braccio però più abbassato, di colpirla, passando (con il braccio che impugnava il coltello) poco distante dal mio fianco sinistro…”\n(AI 143 pag. 6; AI 33 pag. 10 e 11).\nLesione ai sensi dell’art 123 CP vi è, poi, stata.\nIndipendentemente dal fatto che per essa non è stato fatto ricorso a cure mediche, la lesione causata non è, peraltro, irrilevante. Infatti, la donna, al riguardo, ha dichiarato quanto segue:\n“ Mi ricordo che quella sera sono stata colpita anch’io con il coltello da AP 1, alla pancia. Non ho subito un taglio profondo; sarà stato lungo circa 2 cm” (AI 33 pag. 11).\n“ ADR che la ferita che mi è stata procurata non era un graffio. Ho perso un po’ di sangue. Nei giorni seguenti si è anche formato un livido. Non sono comunque andata da un dottore. Alla pancia mi è comunque rimasto un segno” (AI 211 pag 7).\nIn queste circostanze, non v’è dubbio che, per quanto fatto a __________ l’11 maggio 2010, AP 1 deve essere dichiarato autore colpevole di lesioni qualificate, in quanto cagionate facendo uso di un'arma o di un oggetto pericoloso.\n41. Il procuratore pubblico si aggrava pure avverso il proscioglimento dell'imputato dall'accusa di furto d'uso per avere, a __________ in data 8 maggio 2010, sottratto a ACPR 1 il veicolo Opel Meriva immatricolato in __________ per farne uso, in particolare conducendolo sulla tratta stradale __________ e ritorno.\nNella sentenza impugnata (considerando n. 8 pag. 17) la Corte di prime cure non ha speso parola alcuna per motivare il proscioglimento dall’accusa di furto d’uso, così come prospettata al punto n. 2 dell’AA aggiuntivo (cfr. art. 82 cpv. 2 lett. d e 399 cpv. 2 CPP per obbligo di motivazione). Di per sé, su questo punto, si renderebbe necessario, in applicazione dell’art. 409 CPP, annullare questo dispositivo e rinviare i relativi atti al tribunale di prima sede per sanare la carenza. Trattandosi tuttavia di una lacuna su un elemento marginale della procedura ed essendo la stessa riparabile in questa sede, si prescinde dal procedere in tal senso.\n41.1. Secondo l'art. 94 cifra 1 LCStr, chiunque sottrae un veicolo a motore per farne uso e chiunque circola, come conducente o passeggero, con questo veicolo, sapendo sin dall'inizio che è stato sottratto, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria (cpv. 1); se uno degli autori è un congiunto o un membro della comunione domestica del detentore e se il conducente è titolare della licenza di condurre richiesta, il perseguimento penale è promosso solo a querela di parte; la pena è della multa (cpv. 2).\nPer membri della comunione domestica s'intendono persone conviventi nella medesima economia domestica ai sensi dell’art. art. 110 cpv. 2 CP. Tale presupposto deve essere dato al momento della commissione dell’atto (Yvan Jeanneret, Les dispositions pénales de la Loi sur la circulation routère, Berna 2007, n. 51 ad art. 94 LCR). Un’eventuale separazione della vittima e dell’autore, che li porta a cessare la convivenza, intervenuta dopo i fatti è pertanto ininfluente (Niklaus Oberholzer, in Basler Kommentar, vol. 1, Basilea 2003, n. 7 ad art. 110 Abs. 3). Una parte della dottrina (Trechsel, Schwerizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, n. 9 ad art. 110) ritiene tuttavia che qualora la comunione domestica viene interrotta immediatamente dopo la commissione del reato, i privilegi che la stessa garantisce vengono meno (SJZ 39, 1942/1943, n. 175)."}