{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  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La cosa è confermata dalle deposizioni della sorella e del cognato di ACPR 1 ed è ammessa anche da AP 1 (AI 129 pag. 20: “è vero che ho telefonato ai genitori di ACPR 1 in __________ quando sono fuggito da __________”; cfr., pure, verbale dibattimento d’appello pag. 3 dove AP 1 ha confermato di avere, quella sera, non appena giunto in stazione a __________, telefonato ai genitori di ACPR 1 in __________).\nSu quanto AP 1 disse al padre della vittima, le dichiarazioni di quest’ultimo sono confermate, pur se indirettamente, da quelle della sorella della vittima che ha dichiarato quanto segue:\n“ La notte dei fatti ho ricevuto una chiamata da una delle mie zie che vive a __________. Lei mi ha detto che i miei genitori avevano saputo che AP 1 aveva accoltellato ACPR 1. Mi ha detto che erano preoccupati ma non riuscivano a contattarmi in quanto non trovavano il mio numero di telefono. Fu così che telefonai a mia mamma per tranquillizzarli. Devo dire che prima di questa telefonata avevo pensato di non dire loro nulla per non farli preoccupare.\nI miei genitori mi hanno detto che AP 1 gli ha telefonato poco prima dicendogli che lui non poteva vivere senza di lei e che lui era geloso perché diceva che mia sorella ACPR 1 era una puttana. Gli ha inoltre detto che ormai la cosa era a posto perché gli aveva tagliato la gola. Ha detto però che ACPR 1 non era morta e che l’ambulanza l’aveva accompagnata all’ospedale. Lui ha pure detto ai miei genitori che lui sarebbe andato in ospedale a ammazzarla per finire il lavoro. Sempre nella medesima conversazione telefonica, gli ha detto che dopo sarebbe sparito per 20 anni”\n(AI 111 verbale PS di R.M. del 16.06.2010, pag. 2; cfr. AI 150 pag. 5 in cui M., marito della sorella, conferma le telefonate).\nSe è vero che la sorella della vittima riporta le parole del padre, è anche vero che, non avendo ella alcun motivo di mentire su quanto il padre le riferì, il fatto che la sua dichiarazione sia del tutto concordante con lo scritto del genitore ne conforta la veridicità ritenuto come, d’altra parte, non si vedano motivi per cui quest’ultimo abbia raccontato alla figlia cose non dette da AP 1.\nDal canto suo, AP 1 sostiene che il padre della vittima ha travisato le sue parole:\n“ io ho solo detto a suo papà che avevo tagliato la gola a ACPR 1 ma non sapevo come stava (…) non è quindi vero che gli ho detto al telefono che sarei andato all’ospedale a finire il lavoro. Non ho nemmeno detto che sarei sparito per 20 anni” (AI 129 pag. 20).\nAl dibattimento d’appello, AP 1 ha aggiunto di avere detto, non che avrebbe finito la donna, ma che si sarebbe ucciso:\n“ non ho detto che avrei finito ACPR 1 ma ho detto che l’avrei fatta finita io, cioè che mi sarei ucciso” (verbale dibattimento d’appello pag. 3).\nPur non essendo determinante sapere se AP 1 manifestò davvero al padre della vittima l’intenzione di “finire il lavoro” - anche alla luce delle numerose bugie dette da AP 1, del fatto che quanto riferito dal padre della vittima sia del tutto coerente con il comportamento tenuto da AP 1 in questa vicenda e, infine, dell’evidente tentativo di sostenere la tesi dell’equivoco del padre fatto al dibattimento d’appello con l’aggiunta di cui s’è detto - questa Corte crede che AP 1 disse al padre della sua vittima quanto questi ha riferito sin dall’inizio all’altra figlia.\nSi osserva che, comunque, la circostanza non sarebbe meno inquietante anche se si dovesse ritenere - come sostiene AP 1 - che in quella telefonata lui disse soltanto di “avere tagliato la gola a ACPR 1”. Rimarrebbe sempre che l’appellante ha telefonato nel cuore della notte a due persone anziane, lontane migliaia di chilometri dal __________, dicendo loro che aveva appena tagliato la gola alla figlia.\n32. Sempre in questo contesto, va rilevato che, circa 10-15 giorni dopo l’aggressione (AI 33 pag. 16), dal carcere AP 1 ha inviato a ACPR 1 una lettera in cui, oltre a ribadire il suo amore per la donna, ha scritto quanto segue:\n“ Comunque, 10-15 anni sarai libera, ma comunque torno e allora sarò più cattivo e pieno di rabbia. Io ti prego di ritirare la denuncia. Dì che ho voluto spaventarti e tu hai girato la testa e un operaio mi ha spinto e ti ho toccato col coltello. Io dico che è meglio per te e per M.\nHo troppe prove e fotocopie che posso chiudere\ntutta la Beretta e non vorrei: (…) ma al bisogno devo farlo. Allora parla con M.\ne ritira la denuncia. Comunque non faccio la prigione in __________ che do una\ncosa e vado in __________, ma dopo sarà peggio per te (…) Tu fai come credi\nadesso, dichiari quello che vuoi e io quello che voglio. Ma ti dico ancora per\nuna volta: pensa a M. L’avvocato dice che dipende tutto da te, se no lui tira\nfuori il dossier e chiude tutta la ditta”\n(lettera indirizzata a “Ma.”,\nallegata a AI 33).\n33. Poco dopo, verosimilmente nel mese d’agosto successivo, AP 1 ha scritto nuovamente alla donna dal carcere. Anche in questa nuova lettera, fra le espressioni d’amore ve ne sono altre, decisamente inquietanti perché rivelatrici di un intento che poco ha a che fare con l’amore:\n“ penso sempre di uccidermi, ma credo che sconterò tutta la pena e che moriremo entrambi” (allegato B all’AI 72).\nAl riguardo, vale la pena annotare la reazione dell’interprete che ha tradotto la lettera:\n“ confesso che quando ho letto queste parole mi sono un po’ spaventato in quanto da una parte scrive di essere innamorato e dall’altra spera che lei possa pagare per le sofferenze che l’ha costretto a subire” (AI 72 pag. 2)."}