{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  Intento criminale evincibile dall'aver colpito la vittima in sedi di organi vitali, lasciandola grondante sangue"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:10:00", "Checksum": "208202280ab8a7786a4872f45d4547a3", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108\nRegesto:\nCommette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  Intento criminale evincibile dall'aver colpito la vittima in sedi di organi vitali, lasciandola grondante sangue\n\n\nIl dire di AP 1 è, però, smentito da U. che, sentito come teste, ha dichiarato di essere “sicuro” che l'imputato non gli ha chiesto di andare al mare con lui (AI 227 pag. 4 in basso e pag. 5 dall'alto verso il mezzo). Anche T., moglie di U., ha escluso che AP 1 dovesse andare al mare con loro (AI 227 pag. 17 verso il basso).\nAl riguardo, ci si limita ad osservare come tale menzogna non possa avere alcun senso se non quello - strumentale alla tesi difensiva di AP 1 - di indicare che, contrariamente al vero, quel sabato 12 giugno 2010 l’appellante non aveva intenti delittuosi (chi ne ha, infatti, non prende accordi per passare una tranquilla giornata al mare).\n23. Arrivando ai fatti di cui al punto 1. dell’AA, risulta dagli atti che il 12 giugno 2010 AP 1 telefonò all’ex compagna, che questa gli rispose e che, nel corso della telefonata, lei gli disse di smetterla di chiamarla, intendendo, con ciò, che non voleva più avere a che fare con lui (AI 233 pag. 10, verbale dibattimento d’appello pag. 2 in cui l’imputato ha ammesso che, quel giorno, la donna gli ha risposto “solo verso mezzogiorno”).\nRisulta dalle stesse ammissioni dell’imputato che la richiesta della donna di essere lasciata in pace lo fece arrabbiare, o meglio lo fece arrabbiare di più di quanto già non fosse:\n“ era meglio che non rispondevi, poiché allora mi sono arrabbiato di più, soprattutto quando mi hai detto ciao ciao” (AI 62 all. 3, fotocopia 1° lettera pag. 1 in alto, AI 153 all. A in alto).\nQuesto essersi “arrabbiato di più” gli fece rispondere alla donna che gli chiedeva di essere lasciata in pace che, invece - e queste sono le parole della vittima - “veniva\" e la “rapiva” (AI 111 verbale PS di ACPR 1 del 13.06.2010, pag. 3 nel mezzo; verbale dibattimento d’appello, pag. 2, in cui AP 1 ha dichiarato: “allora io le ho risposto che sarei arrivato in __________ e l’avrei portata via, in __________. ACPR 1 mi ha risposto che vedevo troppi film”).\nDi transenna, non si può non rilevare l’arbitrarietà - dimostrata dal materiale probatorio citato - dell’accertamento della prima Corte secondo cui tra le 23.11.00 dell'11 giugno e le 18.04 del giorno successivo l'imputato ha tentato 19 volte di chiamare l’ex compagna senza ottenere risposta, provando frustrazione (cfr. sentenza impugnata, consid. 17 pag. 24).\n24. Così, “arrabbiato di più”, AP 1 decise di raggiungere ACPR 1 a __________.\nSecondo i primi giudici, “il prevenuto intendeva venire a parlare con la ACPR 1” e “non era perciò necessariamente partito dal domicilio con l’intenzione di nuocerle” (sentenza impugnata, consid. 16 pag. 22).\nL’accertamento è, ancora una volta, in contrasto con le risultanze istruttorie. In particolare, è già in chiaro contrasto con le affermazioni dello stesso imputato - confermate su questo punto dalla vittima - secondo cui egli, al momento della partenza, era intenzionato almeno a “portare via, in __________“ la donna. Ritenuto come fosse evidente che ACPR 1 non voleva seguirlo, da tali suoi dichiarati propositi si deduce che egli era, cioè, in ogni caso almeno intenzionato ad esercitare sulla donna la violenza necessaria a portarla via con la forza.\nDelle intenzioni pacifiche a lui attribuite dalla prima Corte non v’è traccia negli atti istruttori.\n25. Dopo la conversazione telefonica, AP 1 è effettivamente partito da __________. Secondo le sue dichiarazioni, egli ha preso con sé una bottiglia di vino “ancora chiusa” per cui fu per poterla aprire che egli prese con se il coltellino Victorinox che “sino a lì tenevo sempre nel bauletto dello scooter perché mi serviva per pulire la candela”.\nIl coltellino non è stato sottoposto ad accertamenti tecnici per verificare se, davvero, fosse stato usato anche allo scopo indicato e, quindi, per verificare l’attendibilità della dichiarazione.\nSta di fatto che - pur dovendo, in assenza di risultanze contrarie, ammettere che, davvero, il coltellino fosse già nel bauletto dello scooter - questa Corte non crede alla dichiarazione secondo cui AP 1, una volta arrivato alla stazione, si mise in tasca il coltellino per aprire la bottiglia di vino. Da un lato, è improbabile che, se davvero avesse deciso di bere durante il viaggio, egli non abbia aperto a casa (cioè con maggior agio) la bottiglia che egli dice di avere portato con sé. D’altro lato, è evidente la strategia difensiva che soggiace a tale dichiarazione.\nI fatti accertati - le minacce, l’aggressione dell’11 maggio precedente, la dichiarata rabbia più forte del solito e l’intenzione, pure dichiarata, di costringere la donna ad andare con lui - indicano, invece, come molto più verosimile che AP 1 si sia armato di un coltello di quel tipo proprio per avere con sé un’arma facilmente celabile nelle tasche (non va dimenticato che doveva passare una dogana) che gli permettesse di raggiungere l’obiettivo, lo scopo per cui stava affrontando il viaggio (peraltro, non proprio comodo) da __________.\nAl riguardo, si osserva come la considerazione della prima Corte riguardo alla ridotta pericolosità del coltellino Victorinox (sentenza impugnata, consid 16 pag. 22 in fondo) sia smentita già solo dalle ferite che con quell’arma sono state inferte e come risulti dagli atti che le lame di quel coltellino erano affilatissime e come risulti pure dagli atti che AP 1 era perfettamente consapevole di tale circostanza o, meglio, sapeva che “un coltello nuovo (n.d.r. e quello era nuovo) di solito dovrebbe tagliare bene” (AI 129 pag. 13).\n26. AP 1 si è recato con il motorino alla stazione ferroviaria di __________ dove ha preso il treno per il __________."}